Fallite 32 aziende al giorno nel 2011

di LUCIA PALMERINI

Secondo la Cgia di Mestre nel 2011 sono fallite 11660 aziende, il che vuol dire che ogni giorno32 chiudevano i battenti. Un dato drammatico e reso ancor più preoccupante dai suicidi avvenuti e tentati da parte di  imprenditori in crisi, lavoratori che hanno perso il lavoro e persone in cerca di occupazione. Si stima che inseguito alla chiusura delle aziende abbiano perso il lavoro circa 50mila  persone, con la Lombardia a capo della triste classifica di fallimenti seguita da Lazio, Veneto e Campania. In media sono fallite 22 imprese ogni 100 attive.

Giuseppe Bortolussi, segretario dell’associazione artigiana, individua nella stretta creditizia, nei ritardi nei pagamenti e nel forte calo della domanda interna i tre principali colpevoli; infatti, sempre secondo le stime della Cgia di Mestre quasi un terzo dei fallimenti è stato causato proprio dai ritardi nei pagamenti.

Ma a fare paura sono anche gli scarsi aiuti ed incentivi all’avvio di un’attività che vede i giovani impossibilitati ad intraprendere il loro cammino ed abbandonati nello start-up, a tal punto che quasi il 70 per cento dei giovani imprenditori lamenta l’assenza di politiche a favore della nascita di nuove imprese.

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Pubblicato su Economia e Lavoro, Interni, Politica, Scritti da Lucia Palmerini, Società

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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