Cina: il prezzo del progresso

di LUCIA PALMERINI

Le immagini dei lavori dello skywalk cinese del monte Tianmen mi riportano agli Egizi, ai Romani, al passato.

Ammirando una piramide, un monumento, un obelisco, ma anche pensando semplicemente al Colosseo, mi capita di immaginare le migliaia di schiavi costretti a lavorare in condizioni disperate e pericolose.

Neri, bianchi, colorati, tutti accomunati dalla  sfortuna di essere poveri. Altri tempi, altri governi, altre storie. Oggi in una civiltà moderna nessuno stato permetterebbe determinate condizioni e situazioni, anche se bisogna sottolineare che di lavoro ancora si muore.

Non la Cina. Nazione tanto potente quanto priva di diritti e regole. Nazione che si siede al tavolo dei più grandi e decide regole, agenda e futuro. Nazione presa a modello da economisti, storici, e nostalgici di un comunismo mai esistito e comunque sbagliato. Nazione che non vuol sentir parlare di diritti e giustizia.

Gli operai dello skywalk Walk of Faith sono moderni schiavi che invece di erigere una piramide, un tempio o un anfiteatro, costruiscono un’attrazione turistica. Si muovono come equilibristi su assi di legno, senza protezioni, senza cappello, perché d’altronde un cappello è inutile quando si cade da un precipizio a quasi 1500 metri d’altezza. L’opera consiste in un pavimento trasparente di 60 metri di lunghezza, un metro di larghezza circa, a strapiombo a 1430 metri.

Le immagini mi riportano ad anni lontani, mi ricordano gli operai Italiani sulla trave di un grattacielo a Manhattan. I morti, caduti accidentalmente a causa della stanchezza o dell’altezza, sono sconosciuti allora come oggi, sconosciuti prima dell’avvento di Cristo nell’Impero Romano, sconosciuti negli anni ’50 negli USA, sconosciuti oggi in Cina.

Il progresso ha un prezzo.

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Pubblicato su Economia e Lavoro, Esteri, Politica, Scritti da Lucia Palmerini, Società
2 comments on “Cina: il prezzo del progresso
  1. Emanuele Di Felice ha detto:

    Nelle foto intravedo solo uomini!
    Sarà sessismo in salsa cinese?
    Quanto devono pagare ancora gli uomini per il fatto di essere nati fisicamente più forti delle donne? Biologia maschile come destino maschile(ieri come oggi,qui come altrove).
    Forza maschile, che viene evidenziata solo quando è usata contro le donne,ma mai per le donne.

  2. redpoz ha detto:

    purtroppo i diritti sono sempre arrivati DOPO…. “erst kommt das Fressen, dann kommt die Moral”: prima il piatto di cibo, dopo la morale
    il prezzo del progresso è altissimo, in termini umani, ambientali, sociali. e quasi sempre sottaciuto: nessuno sa non solo il numero, ma neanche i nomi di quei morti. di quelli, come di tutte le “morti bianche” sul lavoro in italia. la storia è antica, già Brecht si domandava “Tebe dalle sette porte, chi la costruì?” (“Domande di un lettore operaio”).
    arrivare a considerare diversamente il progresso, lo sviluppo economico, con una maggiore attenzione all’uomo, all’ambiente e alla socialità in cui vive, richiede un grande cambiamento di prospettiva.
    che sia una delle potenzialità di questa crisi?

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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