Gli Italiani sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy

di LUCIA PALMERINI

Capita che alle risate della coppia Sarkozy-Merkel sull’Italia, qualcuno storca il naso, qualcuno ci rida su, qualcuno le appoggi (noi soliti italiani esterofili imbecilli), qualcuno le ritenga inopportune, e qualcuno compia un’azione pubblica di condanna vera. Questo qualcuno è il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. Il suo gesto simbolico e profondo consiste nel rispedire al mittente la Legion d’Onore, o meglio in lingua originale Legion d’Honneur, che venne istituita da Napoleone il 19 maggio del 1802 e rappresenta l’onoreficenza francese più alta conferita per meriti straordinari nella vita militare e civile, non solo quindi a militari (come nel caso del generale Tricarico) ma anche ad imprenditori, funzionari francesi, campioni sportivi e chi si distingue per meriti e successi.

Il valore del generale Tricarico è ben noto all’estero, e non solo in Francia, troviamo infatti tra i riconoscimenti conferitegli la statunitense Legion of Merit, la Gran Croce al Merito della Repubblica Federale Tedesca e l’onorificenza peruviana Piloto peruano ad honorem. Nello specifico, il prestigioso riconoscimento francese con il grado di “ufficiale” gli era stato assegnato da Chirac in riferimento al suo impegno nella guerra del Kosovo.

Le risate becere del duo Merkel-Sarkozy mostrano tutta la loro scarsa preparazione, diplomazia e capacità di governare l’Europa e dovrebbero metterci in guardia dal considerare oro che cola le loro parole ed i loro consigli.
Tra l’altro Sarkozy non è nuovo a pessime figure, basti ricordare che al G8 di qualche anno fa, dopo un incontro con Putin, si presentò totalmente ubriaco in conferenza stampa.

Quelle stesse becere risate hanno causato l’indignazione di molti, ma soprattutto del generale Tricarico che restituisce all’ambasciatore francese in Italia la Legione d’Onore “della quale – scrive – sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell’attuale Presidente francese nei confronti dell’Italia”.

La lettera del generale finisce con un PS che riporta:

“Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca​, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell’aviatore ungherese con l’attuale Presidente, l’episodio indica che gli Italiani – affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali – sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy.”

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Pubblicato su Esteri, Interni, Politica, Scritti da Lucia Palmerini
4 comments on “Gli Italiani sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy
  1. daniele scrive:

    Ha fatto bene il Generale Italiano a restituire l’onorificenza, era in cuor suo la certezza di non meritarla. I Primi Ministri €uropei Sarkozy e Merkel rappresentano la vitalità che scorre tra i popoli che sanno di essere €uropei e di appartenere alla Civiltà d’€uropa per davvero e saperla vivere. Noi a differenza di quei popoli, siamo disabituati al riconoscere l’essenziale e siamo stati sapientemente educati a denigrare la vitalità, la giovialità e la voglia di vivere che si celebra nella pratica dell’onestà (paga le tasse!) e nell’operato intero dell’azione politica e sociale e trasparente come si è visto negli occhi di quei “potenti” che sorridevano condividendo lo spirito della legalità che accomuna le persone di buon senso e senza sarcasmo. Che dire se non rimarcare il disprezzo per coloro che appartengono alla schiera dei lacchè e dei tifosi in favore di una gerontocrazia di “casta” senza ombra di dubbio inadeguata, mafiosa e ignobile, che collega schiere di cialtroni e bacchettoni e tromboni che non sapendo riconoscere il tempo in cui essi vivono vorrebbero imporre al mondo intero la propria irragionevolezza.

    • palu scrive:

      Non sono d’accordo,
      l’Italia da sempre si è prodigata per l’Europa, l’UE, l’Euro, chinando spesso il capo in nome del bene comunitario, a differenza degli altri paesi europei..
      Un esempio su tutti accettare norme che non proteggano i nostri prodotti tipici in nome del bene europeo, o meglio per salvare fabbriche e produzioni dell’area Euro
      Certo abbiamo la piaga sociale dell’evasione fiscale, un male, un cancro della nostra società, ma dire che non abbiamo vitalità e giovialità mi sembra fuori luogo, per fare qualche riferimento, l’Italia è al primo posto per brevetti in Europa..
      Un indice tutt’altro di mancanza di vita
      Che poi i costi della politica dovrebbero essere non dimezzati ma di più…beh non possiamo che essere d’accordo

      in quest’articolo parlo di questo
      https://linedrive.wordpress.com/2011/04/12/ora-facciamo-gli-europei/

  2. Jan scrive:

    Passaggio finale che non compare, e molto importante.

    «È proprio questo il motivo – conclude Tricarico – che ha fatto tramutare il mio personale disagio nell’impossibilità a continuare a considerare alla stregua di onorificenza l’attestato a suo tempo attribuitomi dal Suo Paese, sempre che l’attuale Presidente interpreti correttamente i sentimenti dei suoi cittadini.»
    .

  3. mario de pascale scrive:

    secondo me sbagliano Merkel e Sarkozy quando si lasciano andare a pur comprensibili sentimenti di scherno nei confronti dell’Italia (rappresentata da 10 anni da un pagliaccio); ma sbaglia pure il generale, o meglio, io non avrei restituito l’onorificenza, poiché essa è attribuita dalla Francia come Stato e non dal governante di turno. io non avrei mischiato le cose.
    Resta il fatto che Merkel e Sarkozy hanno i propri limiti.

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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