Usa, default sovrano per il Minnesota Cade una “stella” dell’american dream

di FABIO SAVELLI

MILANO – The end. Shut down. Il Minnesota è fallito. Mentre l’Unione Europa s’interroga su come salvare la Grecia. Default controllato. Aiuti di Stato. La Bce che compra titoli tossici per finanziare le disastrate finanze elleniche, dall’altra sponda dell’Atlantico l’insolvenza di uno stato sovrano è già realtà. Ed è singolare che accada laddove – ipotizzano gli sherpa della Ue -sia partito l’attacco speculativo (a colpi di short selling) nei confronti delle traballanti economie Piigs.

LA CRONACA – Mentre Obama tratta senza sosta per evitare il default agli Stati Uniti il Minnesota è fallito. «Shut down» compare su i cartelli affissi in tutti gli uffici pubblici dello Stato. I 24mila dipendenti statali che da giorni bivaccano davanti alla sede del governo federale hanno un biglietto di sola andata per le loro case. Chiusi i parchi pubblici, bloccati i lavori di strade e altre infrastrutture. In cassa non ci sono soldi e il governatore, il democratico Mark Dayton, non ha potuto far altro che prendere atto della realtà. Certo, le immagine degli scatoloni dei dipendenti Lehman Brothers che abbandonavano il posto di lavoro, scomparso nell’arco di uno schiocco di dita, sono ben lungi dal replicarsi sotto un altro parallelo. Ma il Minnesota si sta rivelando l’esperimento prodromico del rischio che stanno correndo gli Stati Uniti. La gestione dei repubblicani, che guidano lo Stato da un ventennio, fatta di tagli alle tasse per i ricchi e tagli al welfare, è stata troppo dispendiosa, e quindi ha impoverito le finanze statali. Anche l’elezione del democratico Dayton, lo scorso anno, non ha sortito l’effetto sperato: la maggioranza che aveva nel parlamentino di Minneapolis non era sufficiente a far passare le leggi senza la collaborazione dell’opposizione. I repubblicani hanno preferito fare ostruzionismo e boicottare ogni proposito di risanamento. E ora Pawlenty, ex governatore repubblicano del Minnesota (tra i maggiori responsabili del fallimento) punta alla Casa Bianca nel 2012. Per riuscire a fare a Washington quello che non è stato capace di fare a Minneapolis?

13 luglio 2011

Fonte: www.corriere.it

Annunci
Pubblicato su Esteri, Politica
3 comments on “Usa, default sovrano per il Minnesota Cade una “stella” dell’american dream
  1. Nino ha detto:

    lo sapete che il Minnesota non è fallito e che quell’rticolo è un falso?

    • palu ha detto:

      Hai ragione non ho avuto modo di aggiornare il blog..

      http://www.ilcambiamento.it/crisi/minnesota_bancarotta.html

      “Innanzitutto, lo stato non è effettivamente fallito. È successo che l’assemblea legislativa dello stato americano non ha raggiunto in tempo valido l’accordo sul bilancio annuale, dunque i rubinetti statali si sono temporaneamente chiusi.

      Dal primo luglio scorso tutte le attività gestite dallo stato sono rimaste congelate. Parchi chiusi, musei chiusi, impossibile sostenere esami di riparazione nelle scuole o fare acquisti nei negozi di caccia e pesca. E neanche a dire che i poveri cittadini del Minnesota potessero affogare i dolori nell’alcol: per il mancato rinnovo della licenza – gestita dal Department of Public Safety, anch’esso chiuso – molti bar e riveditori di alcolici hanno dovuto interrompere forzatamente gli acquisti di birra, vino e liquori per i loro clienti. Una vera e propria prova generale di fallimento durata due settimane, lo shutdown più lungo di uno stato americano almeno nell’ultimo decennio.
      Ma alla fine l’accordo è stato raggiunto. L’ha annunciato ieri il governatore Mark Dayton dopo un lunghissimo faccia a faccia con gli oppositori repubblicani.Un sospiro di sollievo per i minnesoteans, ma neanche troppo. “Il Minnesota mette fine alla crisi di bilancio, a caro prezzo”, titola il Time U.S., mentre dall’Associated Press parlano di “Semi di futuri problemi nell’accordo sul bilancio del Minnesota”.
      L’accordo annunciato ieri da Dayton si regge infatti su basi piuttosto fragili e su rinunce dolorose. Il buco di 5 miliardi di dollari è stato rattoppato frettolosamente prendendo i soldi dalle scuole primarie e secondarie dello stato e contando sui futuri pagamenti di una piantagione di tabacco. Un accordo che non fa contenti nessuno, a detta della stampa locale, e che contiene in nuce potenziali elementi scatenanti di una nuova crisi.
      Le attività dovrebbero riprendere fin dalle prossime ore, ma il modo con cui è stata risolta la crisi non può che preoccupare. Un toppa, poco più, quella che è stata messa al budget. Che basterà forse a sfangare anche questo anno, ma lascerà intatti i problemi al prossimo bilancio.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

About me

Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

Twitter
Follow luciapalmerini on Twitter

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Galleria Fotografica
Altre foto
Blog Stats
  • 58,917 hits
Paperblog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: