Gli scioperi e i puntini sulle i

di MATTEO RENZI

Matteo Renzi

Improvvisamente a Firenze siamo agli scioperi su tutto. Nel giro di 24 ore si è proclamato lo sciopero alla Prima del Maggio, poi annunciato lo sciopero alla Pergola, quindi calendarizzato lo sciopero all’Ataf.

Sembra quasi che questa amministrazione sia diventata – all’improvviso – la nemica delle aziende pubbliche. E chi prova a mettere questo strana coincidenza in relazione con le polemiche nazionali sul Primo Maggio pensa male, ovviamente pensa male…

Sono costretto a mettere i puntini sulle i. Non serve a evitare gli scioperi. Ma almeno i fatti parlino in modo chiaro.

I) Ataf. Sono diventato sindaco a fine giugno 2009. Ataf aveva 1430 dipendenti, 13 società partecipate, 450mila euro di compensi per gli amministratori, 12 milioni di euro di perdite e il 25% di evasione tariffaria (gente che non paga i biglietti). Oggi – dopo venti mesi – i dipendenti sono 1320, le società partecipate 8 (ancora troppe!), i compensi degli amministratori quasi dimezzati (260mila euro), il pareggio è stato portato in bilancio per la prima volta dopo decenni, l’evasione tariffaria è scesa al 7%.

Ok, siamo colpevoli, lo sappiamo: non abbiamo assunto cubiste e parenti di sindacalisti, come accaduto altrove. Però continuiamo a non capire perché fanno sciopero.

E se è vero che il Governo taglia e la Regione pure al trasporto pubblico locale (Firenze è la più penalizzata in Toscana: Ataf ha meno 12% di contributo rispetto allo scorso anno), il Comune di Firenze è l’unica istituzione che aumenta i denari per il TPL: due milioni di euro in più appena stanziati per evitare il taglio delle linee forti e notturne.

II) Il Maggio Musicale Fiorentino non va? Certo. Molte cose delle fondazioni lirico e sinfoniche vanno cambiate, lo sappiamo. Lo faremo. Ma perché prendersela con il nuovo management? Forse perché qualcuno ha perso i privilegi del passato? Esempio. Paragoniamo gli incassi delle due Prime. La Prima 2010 incassa 57.000 euro. La Prima 2011 taglia gli omaggi e incassa 204.000 euro. Pagano tutti, a partire dal Sindaco. Questa dirigenza in una sola serata recupera quasi 150.000 euro. Peccato che lo sciopero proclamato dalla CGIL costringerà la Fondazione a un danno economico perché casualmente organizzato in modo tale da far scattere lo straordinario…

III) La Pergola. Il Governo ha chiuso l’ETI. Per evitare che chiudesse anche il Teatro della Pergola, ci siamo fatti avanti. Abbiamo preso la responsabilità del Teatro, insieme all’Ente Cassa di Risparmio, e abbiamo già stanziato i primi 800.000 euro per l’anno 2011. Perché il Comune crede nella cultura e quindi non taglia. E allora perché improvvisamente tutti scioperano contro l’Amministrazione Comunale?

Ho una vaga sensazione. Che qualcuno pensi che le aziende pubbliche si possano governare per aumentare il consenso, come forse accaduto in passato. Le aziende pubbliche, per me, si devono governare per migliorare la qualità della vita dei cittadini, non le agevolazioni di qualche professionista del permesso sindacale.

Se i sindacati fiorentini hanno voglia di confrontarsi con noi sul futuro della città sono i benvenuti.

Se invece prevale linea di qualche barricadero fuori stagione che pensa di adeguarci alle consuetudini di un tempo che non c’è più, si sappia che hanno sbagliato obiettivo. Mi hanno eletto i cittadini. Se vorranno mi manderanno a casa i cittadini, non un sindacato in cerca di visibilità.

29 aprile 2011

Fonte: www.avisoaperto.it (Il Blog di Matteo Renzi)

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Pubblicato su Politica, Società
One comment on “Gli scioperi e i puntini sulle i
  1. lordbad scrive:

    Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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