Il direttore di Avvenire si schiera: «Se fossi donna sarei in piazza»

Il Confronto sulle donne e la manifestazione del 13 Febbraio

di CORRIERE DELLA SERA

«Ebbene sì, se io fossi una donna domenica sarei in piazza. Non per politichetta, ma per amore. E per ribellione del cuore e della mente, da credente e da persona libera. Ci sarei per dignità e senso morale». Dal diretttore di Avvenire Marco Tarquinio arriva un’adesione a distanza alla giornata nazionale di mobilitazione delle donne italiane a seguito del caso Ruby, «Se non ora quando», in programma domenica in diverse piazze italiane e straniere.

«TESTIMONIANZE DI VERITÀ» – «Certo non ci andrei – ha scritto Tarquinio nel suo editoriale odierno dal titolo “Ragioni che premono” – per lamentare che è mancato il passaggio del testimone tra le giovani e giovanissime di oggi e le femministe d’antan, come più di qualcuna tra le promotrici ha detto. Ci sarei per dire che non m’interessa un passaggio del testimone, ma ascoltare testimonianze di verità su ciò che è accaduto nel mondo delle donne italiane negli ultimi quarant’anni».

«RÉCLAME DELL’ESCORTISMO» – «Se fossi una donna domenica sarei in quella piazza – ha sottolineato ancora il direttore del quotidiano della Cei – per ribellarmi non solo e non tanto al reato ancora da provare in giudizio di un uomo potente e, come lui stesso dice di sé “qualche volta peccatore”, ma alla réclame dell’escortismo che è certa ed è provata e che sta appestando i giornali e ci appesta la vita». «Ci sarei – ha proseguito il direttore di Avvenire – con la speranza di ascoltare voci chiare e consapevoli e accenti nuovi e autocritici su una battaglia per la parità uomo-donna che ha dato frutti importanti e dolci, ma anche agri. E che, soprattutto, per vederlo basta avere gli occhi ha paradossalmente prodotto e radicato nella testa di tanta gente d’Italia anche una vasta, sventata e triste “pari opportunità” dell’involgarimento, della libertà declinata sino allo sciupio di sé. Il peggio dei sogni al maschile trasformato in realtà». «Potrei chiamarla – ha affermato ancora- una “gratuita perdita di senso e una logica dei sensi a pagamento, anche se temo di sembrare un disco incantato. L’abbiamo scritto così tante volte su queste pagine che ne ho perso il conto».

12 febbraio 2011

Fonte: www.corriere.it

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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