La scelta di esserci delle cittadine dalla vita normale

Il Confronto sulle donne e la manifestazione del 13 Febbraio

di MARIA LAURA RODOTA’

Maria Laura Rodota’

Care donne intelligenti, care donne pensanti, care donne impegnate e/o palpitanti, care donne (e qualche caro uomo) dei distinguo, che manifestate, non manifestate, discutete del perché manifestare; avete parlato con le donne (e con qualche uomo) mai invitate a intervenire sui giornali, con quelle e con quelli che nelle piazze di domenica 13 saranno maggioranza? Voi ne concionate come se si trattasse di un esamino di condotta e quoziente intellettivo per le donne italiane. Come se fosse un convegno con autocoscienza. Come se fosse una riflessione psico-filosofica o socio-moral-politica, o un troppo sollecitato mea culpa. Mi dispiace, non ci sto. Per me quella manifestazione non è quello, e non ha neanche ha le parole e le scarpette delle donne eccellenti che la promuovono. Ha la faccia di Manuela, che fa il medico ospedaliero e arriverà con sua figlia dopo una notte di guardia; di Nadia, ricercatrice scesa dai tetti che diceva «io con quelle sciurette non ci vado» e poi ha deciso di esserci; di Antonella, che fa la mamma e l’impiegata e domenica, per una volta, non cucina. Non sono radical chic. Sono cittadine. O meglio, vogliono tornare a esserlo.

Cittadine, e abitanti di un Paese civile. Non femminucce strumentalizzate (di questo le accusano, come se fossero minus habens); persone che vogliono essere strumento di un cambiamento. O perlomeno testimoniare un disagio fortissimo. Ed essere parte di quella che è stata definita «rivolta della decenza». Decenza, non bacchettonismo. Anche se basta poco per essere definite bacchettone, in questa Italia che ha perso il senso del pazzesco; dove tutto, anche gli anziani governanti con le minorenni, può venire relativizzato. E forse è questo che disturba, di queste donne che si danno appuntamento domenica. Il non voler relativizzare, il non badare a polemiche e rivalità, l’andare in piazza per un motivo chiaro: chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. L’appello delle promotrici della manifestazione è vago e a tratti stucchevole. Si conclude con un «è tempo di dimostrare amicizia verso le donne» francamente patetico, neanche un’associazione cinofila chiederebbe in questi termini solidarietà per gli amici a quattro zampe. Però chi va domenica non ci fa caso; va per protestare e recuperare l’onore perduto, in qualche modo.

Per onore, sì, non per moralismo. Alcune tra le più colte, sulla prostituzione femminile, apprezzano il pensiero di Luisa Muraro. Ma oggi come oggi trovano più attuali le considerazioni di José Mourinho. Le sue accuse (va bene, parlava d’altro, ma ha lasciato il segno) di «prostituzione intellettuale» fanno riflettere sulla società italiana più di tante tristi liti sulla disponibilità delle donne. E tante donne, ora, vorrebbero cominciare a sentirsi, anche loro, Special Ones, e non pezzi di ricambio. E loro, quelle normali, a parlarci paiono più consapevoli di tante polemiste (e polemisti). Dicono che per la prima volta nella nostra storia il mondo guarderà le donne italiane. Dicono che uno scatto d’orgoglio e una prova di forza sarebbero necessari per salvare la dignità di questo Paese; fuori dall’Italia e dentro di noi. Ieri un’amica – normale, non radical chic, appassionata di storia militare – citava un uomo eterosessuale, maschilista, bellicoso e sbevazzone, Winston Churchill. Scherzando parafrasava un suo celebre discorso del 1940: «Contemplando i pericoli con occhio disilluso, vedo grandi motivi per una vigilanza intensa e un’azione, ma nessuno per il panico e la disperazione…. Prepariamoci al nostro dovere, e comportiamoci in modo tale che, se la Repubblica italiana dovesse durare mille anni, le donne diranno “questa fu l’ora migliore”». Non sappiamo se domenica dopo pranzo sarà la «finest hour» delle italiane; ma sarà un’ora decente, nonostante tutto, probabilmente.

10 febbraio 2011

Fonte: www.corriere.it

Tagged with: , , , , , ,
Pubblicato su Pari Opportunita', Società

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

About me

Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

Twitter
Follow luciapalmerini on Twitter

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Galleria Fotografica
Altre foto
Blog Stats
  • 57,495 hits
Paperblog
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: