Dal soffitto alla scogliera di cristallo Per le donne sul lavoro resta più difficile

di SIMONA MARCHETTI

MILANO – Instabile, fragile e vulnerabile: questa la condizione della donna di successo chiamata a fare un lavoro da uomo, perché anche un solo errore non le viene perdonato, a differenza, invece, di quanto succede ai suoi colleghi maschi. A dirlo, un report dell’Università di Yale dal titolo How Won and Easily Lost che ha analizzato le risposte di oltre 200 trentenni alla domanda su come si sentissero se, durante una rissa in una manifestazione, a capo della polizia ci fosse un uomo o una donna. È così emerso che se entrambi avevano inviato il giusto numero di poliziotti, il punteggio loro assegnato era stato pari; se, invece, il numero di agenti impiegati era stato inferiore alla portata degli scontri, il capo donna veniva giudicato molto più severamente del collega uomo, malgrado i due avessero commesso lo stesso errore.

INCUBI – Insomma, se una volta l’incubo delle donne in carriera di chiamava «glass ceiling» (letteralmente, «soffitto di vetro», ovvero, quelle situazioni lavorative in cui l’avanzamento di carriera viene impedito per discriminazioni, in genere di carattere razziale o sessuale), oggi l’ostacolo peggiore è il «glass cliff» (tradotto con «scogliera di vetro»). Coniato dai professori Michelle Ryan e Alex Haslam dell’Università di Exeter nel 2004, il termine indica la situazione in cui si trovano quelle donne che, pur avendo successo in ruoli tradizionalmente maschili, sono più a rischio di perdere il lavoro e di essere giudicate «sgradevoli» o «meno competenti» proprio in virtù del loro sesso.

BOSS – «I risultati della nostra ricerca evidenziano la fragilità delle donne nei posti di lavoro migliori – ha spiegato al Daily Mail la dottoressa Victoria Brescoll, che è fra gli autori dello studio pubblicato dalla Association for Psychological Science – e come anche un piccolo errore possa risultare particolarmente dannoso. Nel caso del nostro esperimento, quando i boss di entrambi i sessi non hanno fatto errori, il loro status è risultato simile. Quando, invece, l’errore veniva commesso dalla donna, questo ne comprometteva sensibilmente lo status e lei veniva giudicata molto meno competente». E lo stesso risultato è stato ottenuto anche per altre occupazioni, come nel caso della responsabile donna di una società d’ingegneria aerospaziale e di un giudice supremo. «Questo effetto è chiamato “glass cliff” – ha concluso la Brescoll – perché quando una donna raggiunge una posizione di potere, non sa per quanto tempo riuscirà a tenerla, mentre è consapevole del fatto che potrebbe cadere in ogni momento». Ma il rischio vale pure per gli uomini chiamati a fare lavori tradizionalmente da donne: nel caso dello studio, è stato preso in esame la posizione di responsabile di un college femminile e le conclusioni a cui si è giunti sono risultate le stesse.

22 Dicembre 2010

Fonte: www.corriere.it

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5 comments on “Dal soffitto alla scogliera di cristallo Per le donne sul lavoro resta più difficile
  1. Emanuele ha detto:

    Dove c’è un soffito dev’esserci anche un pavimento,e per le donne questo pavimento (in questo caso di cristallo)dev’essere molto più spesso del suddetto “soffitto di cristallo”,visto che la maggior parte dei lavori pesanti e rischiosi vengono svolti dagli uomini.La maggioranza delle morti bianche sono uomini(circa 92%)così come i feriti.
    Le donne rappresentano il 60% dei lavoratori della P.A.,dove vi si accede(molto spesso )non in base al merito,e dove non vi è concorrenza e rischio di disoccupazione.Lo stesso accade nella scuola pubblica dove le donne sono il 75%(chiedo:sarà forse perché le donne impediscono agli uomini di entrarvi?)…..

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      “è dovuta a caratteristiche fisiche e da attribuire alla natura”,quando fa comodo alle donne ci si appella alla natura,la diversità fisica vale solo quando conviene!.Infatti le donne hanno preteso il “diritto alla carriera”,quando i lavori divennero più compatibili con le caratteristiche delle donne:lavori meno pesanti, e meno rischiosi(altrimenti?).E nessuna ha mai richiesto quote rosa nei suddetti lavori.Visto che sono diversi fisicamente,con ciò forse possiamo spiegare anche la scarsa presenza femminile in certi lavori:es.nel mondo accademico etc…Essendo diversi,gli U e le D hanno anche diverse inclinazioni,finalità.La NATURA è: ciò che precede gli individui,e ciò che li informa,non è nella disponibilità dei soggetti, e dunque non vale alla BISOGNA.Se la natura ha una rilevanza,questa è tale nel bene e nel male,PIACCIA O MENO. L’uguaglianza dove conviene si chiama PRIVILEGIO.
      “sono in media più brave dei maschi”,ma non eravamo uguali,e OGNI DIVERSITA’non era da imputare alla cultura maschilista?O da dove deriva la maggiore bravura delle donne?Mi piacerebbe saperlo! natura o cultura?
      Se questa deriva dalla cultura(cioè dalla socializzazione di genere),significa che la cultura maschilista a giovato alle donne.
      Nella P.A.(siamo proprio sicuri che vi si accede principalmente per concorso?):zero concorrenza,zero licenziamenti(o quasi),zero rischi fisici,rendita di posizione.Tutto ciò che soddisfa la scarsa propensione al rischio delle donne, e permette alle donne di avere più tempo per altro,es. figli.E più facile lavorare non per merito, nella P.A. o nel privato(concorrenza,paga l’azienda no Pantalone)?.
      “un luogo elitario e molto maschilista”,e se fossero le donne ad accontentarsi,a non voler far carriera(certamente non tutte),perché hanno anche dell’altro,e la carriera ha un costo opportunità per le donne che i maschi non hanno?La diversità fisica qui non conta nulla?

  2. Emanuele ha detto:

    “Ma il rischio vale pure per gli uomini chiamati a fare lavori tradizionalmente da donne”.Solo che in questo caso nessuno si strappa i capelli,nessuno insorge per il palese sessismo(ma si sa questo vale solo contro le donne).
    “Soffitto di vetro”, ovvero, quelle situazioni lavorative in cui l’avanzamento di carriera viene impedito per discriminazioni, in genere di carattere razziale o sessuale.
    E se fossero le donne a non voler(certamente non tutte) ambire a ruoli di potere,perché non ne trarrebbero lo stesso vantaggio maschile(“il potere è il migliore afrodisiaco”disse H. Kissinger).Inoltre per le donne il costo opportunità è maggiore che per gli uomini,cioè le donne per fare carriera,molto spesso devo sacrificare altro(famiglia,e principalmente i figli),mentre gli uomini no.Ma l’ANIMISMO(non accade nulla che non sia voluto da qualcuno)che “anima” certe posizioni è difficile da eliminare…

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      Leggo dall’articolo:”Ma il rischio vale pure per gli uomini chiamati a fare lavori tradizionalmente da donne”.Quello che ho capito io è,che anche gli uomini sono soggetti al “burrone..”,nei lavori tradizionalmente da donne svolti dagli uomini.
      “io sono favorevole alle cosidette quote rosa”, anch’io,ma ad una condizione:in TUTTI i settori dove vi è una scarsa presenza femminile!l’uguaglianza,no*? Non solo nella stanza dei bottoni!.
      Cosi verranno sconfitti sia il “soffitto di cristallo” che il PAVIMENTO DI CRISTALLO(che sembra essere molto più spesso del “soffitto”).
      le quote rosa sarebbero un esempio di stato etico(che si deplora nelle questioni bioetiche),il quale afferma che cosa è bene,mentre uno stato moderno indica solo ciò che un soggetto non deve fare,e non come DEVE ESSERE una società.
      “io non sono una che pretende che tutti abbiano le stesse aspirazioni”,appunto se le donne sono libere scelgono quello che vogliono, non ci si può lamentare della scarsa presenza femminile(se tutti e tutte avessero le stesse aspirazioni,allora si!!),perché questa è il frutto della libertà di scelta(nei limiti del possibile), e di compromessi.Le lamentele femministe riguardano i posti di arrivo,ma non di partenza!!!I quali posti di arrivo sono il frutto delle(parole tue):(“tutti abbiano le stesse aspirazioni”)diverse aspirazioni!!
      COSTO OPPORTUNITA'(in soldoni):cosa sacrifica una donna per fare carriera?Qual è l’alternativa(non fare figli,passarci poco tempo,attività extra-lavorative)che non viene scelta?Non parlavo dei bisogni/interessi dei bambini!(pare che nei casi di divorzio,la presenza dei padri risulta essere meno importante,visto che i bambini restano prevalentemente con la madre,a causa della cultura maschilista che informa i giudici e la società,la quale afferma che le donne sono portate per “natura” ad accudire i figli!!!!)Inoltre,cosa sacrifica un uomo sull’altare della carriera?Poco o nulla.Per gli uomini,più potere significa avere migliori possibilità sessuali(o si spera),vedi frase di Kissinger.E per le donne,vale lo stesso?
      “La visibilità della pancia”,(sic!) pare che oltre alla visibiltà non vi sia nient’altro, a parte: il peso da portare,il travaglio,il parto e l’allattamento,la formazione di un legame!!!
      Per le donne dunque,vi possono essere delle BARRIERE NATURALI(non imputabili ad alcuno):gravidanza…che “ostacolano”.
      “la nascita di un figlio impatta anche sulla carriera del padre di turno”, si è vero anche perché una donna con l’esrcizio o meno dell’aborto può IMPORRE una paternità non voluta o negare una paternità voluta.
      per gli uomini:”il corpo è mio, ma non lo gestisco io”

      *I valori(come l’uguaglianza),non sono negoziali,cioè non valgono quando conviene,altrimenti non sono più valori!!!L’uguaglianza DEVE valere nel bene e nel male,anche dove non conviene(nelle cave,sulle impalcature…).Stessa cosa la natura.o vale sempre piaccia o meno, o non vale.
      Cordialmente

  3. Emanuele Di Felice ha detto:

    “… non sta in piedi???”,certo che sta in piede,eccome infatti io non criticavo questo, ma non capisco perchè le diversità fisiche,VENGONO CHIAMATE IN CAUSA solo quando conviene!!e non anche per spiegare la scarsa presenza femminile in altri settori.
    “lavori pesanti delle campagne, specie durante la guerra”si è vero,ma durante la guerra non c’erano gli uomini!!!,altrimenti?
    “nel mondo accademico penso che i dati e l’evidenza scientifica parlino meglio di me e te messi insieme”,si infatti ho preso in parte le mie considerazioni da libri,che riporto:

    “uguali mai” di Steven. E. Rhoads ed. Lindau
    “Il paradosso dei sessi”di Susan Pinker ed. Einaudi.
    “tabula rasa” di Steven Pinker ed. Mondadori
    “Istinto materno” di Sarah Blaffer Hrdy ed. sperling &kupfer.
    Che forse tu non hai letto per non inquinare la tua purezza ideologica,e i tuoi luoghicomuni molto in voga anche in tv!!
    “ti invito a documentarti…”già fatto grazie!
    “quote rosa in tutti i settori, ovvio..non ci piove”,ci piove eccome,hai mai sentito richiedere le quote rosa in quei settori che ho riportato io? Io no!!Tu?
    “paesi maggiormente paritari (svezia, olanda ecc) le ragazze sono ancora più brave(evidentemente la norma, è uno squilibrio!) dei ragazzi”,cioè paesi paritari che realizzano la diversità( a vantaggio delle donne)!!Ma non hai spiegato da dove DERIVA questa diversità di bravura,ripeto, dalla NATURA o dalla CULTURA?
    Ogni squilibrio tra i sessi,è stato considerato dalle femministe come il frutto della socializzazione di genere(maschilismo),evidentemente quando lo squilibrio conviene,non fa niente o se ne tace l’origine.
    ” hanno aspirazioni ed inventiva maggiore”,allora hanno le stesse aspirazioni,e in questo caso avresti ragione,o se possono avere aspirazioni diverse come affermato da te precedentemente allora non ti puoi scandalizzare dalla scarsa presenza.
    è scientificamente dimostrato dai dati che “le donne hanno aspirazioni ed inventiva maggiore ma sono bloccate dal soffitto di vetro e dal burrone di vetro”…la DIVERSITA’FISICA per te non c’entra nulla(perchè non ti conviene?)
    Cito dal libro:”il paradosso dei sessi”:
    “il 60-80% delle donne americane ed europee opta per il part-time o decide di rimanere a casa,pur avendo inizialmente progettato di lavorare a tempo pieno e nonostante ciò significhi rinunciare allo stipendio e alla pensione.
    la stragrande maggioranza delle donne che sostengono di voler lavorare scoprono che le loro priorità cambiano una volta avuti i figli”.
    aiuta il part-time per fare carriera?,Il desiderio di stare con i figli, aiuta?
    NULLA dici in merito al costo opportunità,e i vantaggi maschili nel fare carriera,COME MAI?
    Le mie considerazioni derivano non da una semplice battuta di uno statista,ma da STUDI(nel mio piccolo) di biologia e psicologia evoluzionista.
    Ecco un estratto di uno studio “equilibrato” (“di chi si occupa di questi temi”) del W.E.F.:

    “Our aim is to focus on whether the gap between women and men in the chosen variables has declined, rather than whether women are “winning” the “battle of the sexes”. Hence, the Index rewards countries that reach the point where outcomes for women equal those for men, but it neither rewards or penalizes cases in which women are OUTPERFORMING men in particular variables”

    Cioè nei settori nei quali le donne superano gli uomini,la classifica stilata dal WEF non ne tiene conto,per loro la discriminazione o è contro le donne o non è!!!.
    Le mie considerazioni non le ascolto in tv,le tue si ,evidentemente la televisione non si occupa di luoghi comuni!!!!

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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