Concorsi universitari: indovinare in anticipo i vincitori è facile. Ecco la dimostrazione

Chiunque può inserire sul blog pronosticailricercatore.blogspot.com i nomi e poi verificare come è andata. Finora, su 160 concorsi, sono 114 i pronostici indovinati. “La valutazione dei titoli non ha alcun peso sui risultati”

di CATERINA PERNICONI

Carriere pilotate. Posti assegnati. Nepotismo. Quando si parla di Università queste sono le parole più ricorrenti. Ma a parte casi eclatanti e perseguiti legalmente non era facile dimostrare il meccanismo ripetitivo che caratterizza i concorsi universitari in tutti gli atenei d’Italia. A smascherare la prassi diffusa, la vittoria dei candidati interni e la facilità di “indovinare” il vincitore, c’è riuscito il blog “Pronostica il ricercatore”. Creato “quasi per scherzo, senza pensare di diventare famoso” da Andrea, un giovane studioso di matematica che ha trasferito il suo cervello all’estero ma sogna di tornare nel nostro paese, il blog è diventato un fenomeno indovinando oltre 100 pronostici e con altri 600 in attesa dei risultati. E diventando il capofila di molte altre iniziative simili.

Prima era un passatempo
“Quando stavo all’Università in Italia ero riuscito a prevedere i vincitori di molti concorsi – racconta Andrea – in realtà fare i pronostici è un passatempo informale molto diffuso, sia che il presunto vincitore lo meriti o meno. Sinceramente non pensavo che quest’iniziativa sarebbe diventata così famosa, ma ora l’ho presa molto sul serio per dimostrare quanto sono prevedibili e che la valutazione dei titoli non ha alcuna influenza sui risultati”. A dimostrazione di quest’ultima tesi, Andrea denuncia tre casi emblematici: uno avvenuto a Milano, uno a Roma e uno in Calabria. I tre vincitori, infatti, al momento del bando (e forse anche dopo) non possedevano il dottorato di ricerca. Il primo, a Milano, presentava solo due pubblicazioni, in collaborazione col membro interno della Commissione. Il secondo, a Roma, sfoggiava 4 pubblicazioni mentre i concorrenti arrivavano fino a 29, e del terzo non è nemmeno possibile risalire alla sua produzione scientifica. “Non solo non viene premiato il merito – dice Andrea – ma è anche inutile cambiare le regole perché comunque vengono aggirate”. La soluzione, per il creatore del blog, sarebbe quella “di far pagare le conseguenze delle assunzioni a chi le ha prese in carico”. Un sistema svizzero, quindi, con step continui di valutazione e blocco dei finanziamenti per chi non raggiunge i livelli previsti nei contratti. “Bisognerebbe bloccare gli scatti stipendiali dei professori anche in base al rendimento delle persone che hanno assunto – conclude Andrea – solo così potremmo ottenere dei risultati”.

Un problema di tutto il paese
Per ora gli unici risultati che Andrea ha ottenuto sono quelli dei concorsi. Chiunque può inserire sul blog i suoi pronostici e dimostrare com’è andata dopo aver visto l’esito delle prove. Su circa 160 concorsi sono stati 114 i pronostici indovinati, e spesso da più persone. Come dire, l’inghippo c’è ed è chiaro a tutti. E Andrea è sicuro che lo dimostreranno ancora meglio i vincitori dei prossimi 600 concorsi già pronosticati sul blog. Per ora sono stati pubblicati solo i risultati di 36 concorsi, ma nei prossimi giorni saranno svelati tutti gli altri, che Il Fatto Quotidiano ha visto in anteprima. Per ora sono state rispettate le previsioni di 15 concorsi banditi a La Sapienza di Roma, 12 all’Università di Milano, 4 a Pavia, 4 a Parma, 4 a Napoli, 3 a Catania. Un cancro che attraversa tutta la Penisola e che qualcuno ha finalmente deciso di denunciare.

19 Novembre 2010

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

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Pubblicato su Politica, Scuola ed Universita', Società

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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