L’ampliamento di Ampugnano

di LUCIA PALMERINI

In un periodo in cui la parola “legalità” è la più pronunciata, fa quanto meno impressione non vedere comparire sulle pagine dei quotidiani l’evolversi dello scandalo dell’aeroporto di Ampugnano a Siena, che ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di 16 persone, tra cui Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena e dell’Abi (Associazione banchieri italiani). Fa impressione notare che i quotidiani locali e nazionali releghino la vicenda in trafiletti minori, camuffati tra pubblicità e notizie poco interessanti. Fa ancora più impressione notare che nessuno di coloro che si ergono a paladini della legalità hanno chiesto le dimissioni di Mussari per una vicenda gravissima e che getta ombre inquietanti sulle amministrazioni di una regione di cui si parla poco e che sembra invece veleggiare nell’illegalità. Le nefandezze messe in atto nel senese sono state brillantemente illustrate da Raffaele Ascheri nei libri proibiti La casta di Siena, un libro che tutt’ora non ha un editore, e Le mani sulla città. Nei testi vengono messi nero su bianco i legami tra i tre protagonisti principali: Curia, PD e Monte dei Paschi, che governano da sempre, senza interruzione e soprattutto senza nemici o contraddittorio.

In breve, gli aspetti più inquietanti sono il piano-casa e la cementificazione della campagna senese, che tra l’altro fa parte del patrimonio Unesco; ci sono le vicende giudiziarie che riguardano la Curia, con l’accusa di truffa nei confronti di Monsignor Giuseppe Acampa per la gestione del patrimonio ecclesiastico; e ci sono le relazioni speciali fondate su favori e aiuti tra i tre attori che siedono assieme proprio intorno alla tavola della Fondazione del Monte dei Paschi, che ogni anno distribuisce sul territorio 200 milioni. Relazioni pericolose, si potrebbe dire, ricordando la nota pellicola cinematografica: solo che, invece di amori e passioni, al centro dei legami vi sono soldi e potere.

In questo palcoscenico rientra la vicenda dell’aeroporto, il cui ampliamento è stato deciso all’inizio del 2007 da pochi amministratori locali (che fanno parte del PD), dal Monte dei Paschi e dal fondo di investimento Galaxy, che guarda caso si è aggiudicato la gara di appalto per l’ampliamento dell’aeroporto. La prima anomalia sta proprio nelle procedure adottate, che evidenziano un modo arbitrario e personale di gestire la “cosa pubblica” e che sono ulteriore prova dei legami pericolosi ai vertici del potere locale messi in luce da Ascheri. È proprio in virtù di tali anomalie che il giudice ha mandato gli avvisi di garanzia a sedici persone per concorso morale relativamente ai reati di falso e turbativa d’asta.

Da quando pochi privilegiati hanno deciso di ampliare l’aeroporto di Ampugnano si è costituito un comitato contrario all’ampliamento, le cui motivazioni sono validissime e poco considerate da media e stampa. Il primo punto è quello di partenza, cioè la decisione stessa di ampliare l’aeroporto: la normativa prevede infatti la possibilità di poter ampliare o costruire un aeroporto solo dopo un’attenta analisi e programmazione dei trasporti regionali, che in questo caso non è stata realizzata. In seconda istanza l’aeroporto dovrebbe sorgere su una falda acquifera che alimenta buona parte di Siena e provincia e che non garantirebbe sicurezza sul piano idro-geologico. Non solo, ma l’impatto dell’inquinamento sulla falda sarebbe drammatico ed impedirebbe l’uso della falda stessa. L’aeroporto sorgerebbe accanto ad un paese e sulle colline senesi, con conseguenze su sicurezza dei voli stessi e degli abitanti ed incremento dell’inquinamento in una zona fortemente abitata.

Bisogna aggiungere che la zona di Siena è gia ben collegata con l’aeroporto di Firenze che dista circa 50 minuti e con quelli di Perugia e Pisa che distano meno di un’ora e mezza. Per ora resta l’amaro in bocca nel vedere l’indifferenza dei politici che improvvisamente si scordano della legalità e della stampa che adotta un regime di censura, la stessa stampa che scendeva in piazza contro la censura stessa.

17 Agosto 2010

Fonte: Die Brucke

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Pubblicato su Interni, Politica, Scritti da Lucia Palmerini

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

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