La ricerca italiana e la sfida geotermica

di MASSIMO PEDRETTI

CENTO anni fa per la prima volta si accesero cinque lampadine alimentate da un motore elettrico azionato da vapore sprigionato dalle viscere della Terra. L’artefice dell’impresa fu il principe Piero Ginori Conti, un giovane e intraprendente toscano che ha poi fatto della sua intuizione una fiorente attività imprenditoriale già all’epoca. Un primato italiano di cui quasi nessuno è a conoscenza. Ora, esattamente a un secolo di distanza, nell’hinterland milanese sta per nascere il più grande impianto geotermico ad uso residenziale mai realizzato in Italia: un’opera dal costo di circa un milione di euro che, con una potenza di 600 kw, sarà in grado di climatizzare oltre 100 appartamenti.

Principe Piero Ginori Conti

Si tratta di poca cosa, se si pensa ai passi da gigante che altri settori della scienza, in particolare in tema di energia, hanno compiuto nell’ultimo secolo. Il basso costo dei combustibili fossili ha di fatto frenato la ricerca e lo sviluppo di fonti di energia alternativa ma ora, a fronte degli scenari che si aprono (secondo gli ottimisti il picco mondiale di produzione di petrolio verrà raggiunto tra il 2035 e il 2040, dopodiché comincerà la discesa della curva verso l’esaurimento della materia prima; per non parlare dell’inquinamento), si sta cercando di recuperare il terreno perduto sfruttando le nuove tecnologie.
A Vignate, nell’hinterland milanese, gli inquilini di questi cento nuovi appartamenti non avranno più bisogno di caldaie a gas, né di impianti per l’aria condizionata. Si tratta di un intervento di geotermia a bassa entalpia, una tecnologia che sfrutta il potenziale energetico del sottosuolo per estrarre calore durante l’inverno e cederne durante l’estate. Iniziativa analoga (da 400 kw) viene portata avanti a Torino, sotto la collina di Superga. E in effetti il potenziale c’è: due terzi del sottosuolo italiano presentano un flusso di calore costante ed è quindi un territorio adatto a un tipo di geotermia che sfrutta temperature non altissime (cioè tra i 40 gradi e i 100 gradi) e che è praticamente alla portata di tutti.
Naturalmente il mercato della geotermia nel nostro Paese non è direttamente incentivato e, anzi, si riscontra una disparità di normative tali da rendere problematiche anche alcune delle procedure tecniche più semplici. Ecco perché dopo un secolo, nonostante i passi avanti degli ultimi anni che vedono comunque l’Italia all’avanguardia grazie ai ricercatori privati, la geotermia resta ancora una fonte energetica di nicchia.
Alcuni dati ci illuminano invece sulla potenzialità di questo tipo di risorsa. Il calore del pianeta raggiunge la superficie terrestre con una potenza media di circa 0,06 watt per metro quadrato. Se dividiamo la superficie dell’Italia per il numero degli abitanti risulta che ogni italiano “dispone” di circa 5.200 metri quadrati, dai quali ogni anno si sprigionano 2.700 kilowattora di energia termica: si tratta di una quantità importante, pari a quattro volte il consumo elettrico medio annuale di ciascuno di noi.
Si prevede una forte crescita del settore, tenuto conto del suo enorme potenziale. Oggi la criticità principale della tecnologia resta il costo elevato della fase di prospezione e sviluppo del terreno: essa può rappresentare sino a due terzi del costo complessivo. In ogni caso, fatti salvi gli impianti, il geotermico è il sistema di riscaldamento/raffreddamento più conveniente. Secondo un calcolo effettuato su di un edificio mediamente isolato, la bolletta energetica annuale vede questa classifica: riscaldamento geotermico/raffrescamento passivo 800 euro annui; metano/condizionamento tradizionale 2.100 euro annui; gasolio/condizionamento tradizionale 3.800 euro annui; gpl/condizionamento tradizionale 4.500 euro annui. Tenuto conto dei costi per la realizzazione di un impianto geotermico, l’ammortamento va dai quattro ai sei anni a seconda dell’immobile.

(Fonte: ilmessaggero.it)

Pubblicato su Ambiente, Politica

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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