Perche’ non sono e non sarei andato al No-B-Day

di: FRANCESCO AMODIO

Anche se oggi ne avessi avuto la possibilità, non sarei andato a Roma. Ho la possibilità di andare in Plaza Catalunya, qui al NB Day Barcelona, ma non lo farò. Non lo farò perchè non penso che l’Italia sia così facilmente, immediatamente divisibile tra buoni e cattivi, con Berlusconi il più cattivo tra i cattivi, come la propaganda della manifestazione sembra proporre. Personalmente credo molto nel grigio, e sono preoccupato. Perchè tutto il potenziale da dedicare alla costruzione di una alternativa in Italia sembra ogni giorno di più tendere a concentrarsi sul nemico personificato, il cattivo, senza fare i conti con la realtà che, come sempre meno spesso ci si ricorda, lo ha generato e lo mantiene vivo, vegeto, solido. Il rischio che intravedo è che ancora una volta la società italiana perda l’occasione di guardarsi negli occhi.

Francesco Amodio

Si pensi a tangentopoli. In quell’occasione l’intero paese trovò conveniente additare i cattivi, applaudire al suono delle sirene della polizia. Ma mancò l’altro importantissimo passo, quello di riconoscere che quel sistema di vertice malato era solo la massima espressione di pratiche quotidiane al quale nessuno si sottrae nel proprio piccolo. Poco dopo arrivò Berlusconi, e non credo sia un caso. La relazione tra tangentopoli e la sua ascesa è un tema ampiamente sviscerato e che in questo contesto trovo poco interessante.
Il problema vero è che anche oggi stiamo rinnovando questa tendenza all’esorcizzazione e personificazione del male, facendo appello ad una divisione manichea della società dalla quale c’è chi esce santo e pulito, e chi bruto, sudicio, “malo” (come dicono in Spagna). Io trovo invece che, se vogliamo cominciare a pensare ad un futuro, un esame di coscienza collettivo sia necessario e dovuto, se vogliamo cominciare a pensare ad un futuro. La rivoluzione culturale di cui abbiamo bisogno nasce da qui, dalla profonda consapevolezza di cosa siamo diventati in ogni gesto che compone le nostre giornate. E chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Sono perfettamente consapevole che, dall’altra parte, questo atteggiamento porterebbe all’immobilismo, alla riflessione contorcente piuttosto che all’azione, e sono contento che, attraverso il NB Day, qualcosa si muova. Ma non dimentichiamoci mai che, anche se questa manifestazione paradossalmente raggiungesse il suo scopo, e cioè le dimissioni di Berlusconi, rimarrebbe l’Italia di Berlusconi, e questo sembra che in molti tendano a dimenticarlo.

Source: Note on Facebook

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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