Lettera a Debora Serracchiani: ci vuole coraggio

Cara Debora,

a scriverti e’ una studentessa ma potrebbe essere un qualunque altro italiano.

il PD nacque proponendosi come il partito del rinnovamento, senza condannati, con risposte e proposte concrete sulle coppie di fatto, sul testamento biologico, sull’istruzione, sulla meritocrazia, sulla giustizia, sulla sanità, sull’assistenza sociale, le infrastrutture ecc,

ma nulla di ciò venne messo nero su bianco e fallì su tutta la linea,

trasformando l’illusione di tanti in amarezza, soprattutto quella di tanti giovani,

mi aspettavo da te, giovane e donna, una risposta diversa ai fatti di un partito inconcreto,  e sono sincera sono rimasta sconcertata dalle scelte che hai preso.

quando nel mezzo del gelo e freddo, come dicesti tu, parlavi al popolo PD e mettevi in chiaro cio’ che non andava io ero gia’ negli Stati Uniti per studio ma rimasi positivamente colpita dalle tue parole,

e sinceramente ho accolto con felicità la notizia che saresti potuta essere segretario del PD, finalmente una donna, giovane, alla guida di un partito..

ebbene questa email non vuole essere una critica o un attacco o chissa cosa,
ma ciò che contesto è stato tirarti indietro o meglio non proporti per la segreteria,

cara Debora capisco le tue ragioni, e capisco il tuo discorso ma mi dispiace non sono d’accordo,
assolutamente non sono d’accordo ma spero vivamente di sbagliarmi;
stando negli USA, credevo che anche in Italia ci sarebbe potuto essere una specie di Obama:  giovane, intraprendente e coraggioso. Coraggioso di parlare di ciò di cui tutti hanno paura. Coraggioso di proporsi, di mettersi in gioco, di rischiare, di provare e buttarsi.

Lui ha risvegliato le piazze, ha mosso le coscienze, ha portato il dibattito nelle case, nelle scuole, ha riacceso la speranza, la speranza di migliorare, la speranza di un futuro migliore;

ma forser a te manca proprio quel coraggio che lui ne ha da vendere.

Perchè non seguire il suo esempio?
Perchè non puntare al massimo?
Perchè rinunciare già in partenza?
Perchè non provarci?

Mi domando se i tuoi successi non ti abbiano già appagata abbastanza a tal punto da non provarci nemmeno. Mi dispiace Debora ma  credo che la tua scelta segua l’ interesse ad una poltrona, e non l’interesse per l’Italia.
E’ vero che un partito deve essere un gioco di squadra e non del singolo (tuo ultimo discorso al Lingotto), ma ogni squadra ha un capitano, in qualunque gioco. E la fascia di capitano va conquistata, non si cede o si rifiuta per paura.

Facendoti un in bocca al lupo ti saluto con affetto

Lucia Palmerini

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Pubblicato su Politica, Scritti da Lucia Palmerini
About me

Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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