“In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.” Gandhi

In seguito alle ultime vicende personali e non,  a Cinisello Balsamo, durante il comizio conclusivo della campagna elettorale per le elezioni provinciali di Milano, Silvio Berlusconi si infuria e le sue parole mi lasciano alquanto interdetta, cosa che succede ogni volta che ascolto o leggo notizie che lo riguardano. Questa volta ho pero’ in particolar modo profondamente avvertito il pericolo che corre la nostra democrazia. Le parole che usa contro un gruppo di manifestanti rendono perfettamente l’idea che Berlusconi ha, o meglio non ha, di democrazia e confronto politico. In un paese democratico possono esservi sia sostenitori adulanti, per usare le parole di Henry Louis Mencken “la democrazia è una forma di religione: e’ l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari” o anche secondo il mio parere semplicemente ascoltatori di un comizio o contestatori dello stesso.

Contestare un comizio politico che si svolge in luogo pubblico e non privato come puo’ essere una sede di un partito non significa “disturbare” il privilegiato di turno ma mostrare il proprio dissenso o consenso. E la manifestazione per quanto spiacevole o piacevole possa essere e’ una caratteristica che contraddistingue un paese democratico, ed e’ per questo che Obama proprio oggi si e’ schierato a favore della liberta’ di manifestare a Teheran dei sostenitori di Moussavi, per ribadire la necessita’ di esprimere il proprio pensiero liberamente in ogni forma senza censure. Silvio Berlusconi nel suo comizio e nel suo sfogo, che sembra piu’ l’ultimo rantolo di una vita politica ormai giunta alla fine, definisce il “non disturbo un’espressione di liberta’” quando invece l’Art. 31 comma 1 della nostra Costituzione  sancisce che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Le sue parole fanno riferimento alla strumentalizzazione, che ritiene sia stata messa in atto da parte della sinistra (suppongo si riferisca alla sinistra ma magari si riferisce a tutta la stampa in generale esclusi i giornali di sua proprieta’),  della paura, della speranza, del dolore e dei morti; ma andiamo per ordine.

La politica della paura piu’ che dalla sinistra e’ stata messa in atto dalla destra che ha martellato gli italiani con continui riferimenti a stupri, aggressioni e rapine commesse a loro dire nella maggior parte dei casi dagli immigrati (quando in realta’ i dati nazionali parlano di altro, ad esempio che meno dell’1% degli stupri sono commessi da stranieri) per legittimare le ronde, gli investimenti nella sicurezza, la militarizzazione delle citta’ (sono comunque convinta che i militari nelle citta’ servivano, ma invece di effettuare interventi provvisori servirebbe una politica di ampliamento e redistribuzione degli uomini a disposizione dei vari reparti, ad esempio Roma ha lo stesso numero di vigili di Milano ma la polazione e’ 3 volte quella della citta’ lombarda).

La speranza di cui parla Berlusconi mi riesce difficile trovarla nella politica che ha adottato la destra, che punta a distruggere l’istruzione e l’universita’ pubblica, che ha consegnato carte di credito postali vuote ai meno abbienti, che nella crisi economica piu’ disastrosa degli ultimi 30 anni non ha preso provvedimenti alcuni nei confronti dei lavoratori atipici e che ha abbandonato le piccole e medie imprese (al di la di quello che si crede le piccole e medie imprese in Italia sono superiori al 99%, quindi i dipendenti FIAT che godono della cassa integrazione appartengono a meno dello 0,1% delle imprese nazionali). Non solo, ma che non lascia alcuna speranza a noi giovani che vediamo all’interno del PdL che meritocrazia significa aver fatto parte dell’harem di Silvio Berlusconi, esser velina, letterina o “avere le poppe” per usare le parole di Marcello Vernola, eurodeputato uscente del PdL (ora UdC).

Secondo Berlusconi i terremotati che hanno manifestato a Roma contro le promesse non mantenute hanno strumentalizzato il dolore ed i morti, non e’ stato invece lo stesso Silvio a strumentalizzare il dolore ed i morti quando disse che avrebbe messo a disposizione le sue ville o che li avrebbe mandati in campeggio od in crociera. Lo stesso Berlusconi che per imporre la legge di Dio, come la Sharia per i musulmani, vuole far approvare una legge in 3 giorni per continuare l’accanimento terapeutico nei confronti di Eluana (mi domando quale Dio non accetti la morte o forse la vera ragione di fondo e’ acattivarsi i voti dei ferventi cattolici), strumentalizza il dolore di una famiglia, di un padre e delle persone piu’ vicine ad Eluana, parlando di una donna che pesa 30 Kg, piena di piaghe, calva, pelle ed ossa come di una donna che potrebbe fare figli.

Parla di dignita’ e nobilta’ d’animo ma mi domando in tutto cio’ dove sia la dignita’ e la nobilta’ d’animo di Silvio Berlusconi.

Si riferisce ai manifestanti definendoli ” dei poveri comunisti”, ma forse non si rende conto che questa definizione inizia a non funzionare, in pochi vedono nel PD o nell’Italia dei Valori o in Sinistra e Liberta’ il comunismo, al contrario gli italiani potrebbero iniziare a vedere che questi gruppi politici non hanno al loro interno veline o escort e che supportano il testamento biologico, il riconoscimento delle copppie di fatto e l’investimento nella scuola e l’istruzione pubblica. Oltretutto le imposte non sono diminuite come aveva promesso ma aumentate dell’1%.

Gli italiani iniziano a capire che di fronte a loro siede una persona che predica bene ma razzola male e come diceva Gandhi “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”, tutto passa sotto il giudizio dell’ascoltatore che anche se distratto potrebbe svegliarsi da un momento all’altro ed in quel caso la poltrona di Silvio potrebbe iniziare a scricchiolare.

Lucia Palmerini

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Pubblicato su Interni, Politica, Scritti da Lucia Palmerini

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Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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