“Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi ma uccide i neri” (Albert Einstein)

“Caro fratello bianco
quando nasco, io sono nero
quando cresco, io sono nero
quando sono malato, io sono nero
quando sto al sole, io sono nero
quando ho paura, io sono nero
quando muoio, io sono nero!
Quando nasci, tu sei rosa
quando cresci, tu sei bianco
quando sei malato, tu sei verde
quando stai al sole, tu sei rosso
quando hai freddo, tu sei blu
quando hai paura, tu sei giallo
quando muori, tu sei viola!
Chi di noi due è di colore?
(Vilmar)

“Non mi chiamare straniero perché sono nato lontano o perché ha un nome diverso la terra da dove vengo.
Non mi chiamare straniero e non pensare da dove vengo, meglio sapere dove andiamo, dove ci porta il tempo.
Non mi chiamare straniero, il tuo grano è come il mio grano, la tua mano come la mia
il tuo fuoco come il mio fuoco e la fame non avvisa mai, vive cambiando padrone.
E mi chiami straniero perché mi ha portato qui un viaggio, perché sono nato in un altro Paese,
perché conosco altri mari e salpai un giorno da un altro porto, ma sempre sono uguali al momento dell’addio i fazzoletti e le pupille confuse di chi lasciamo lontano, gli amici che ci chiamano per nome
e sono le stesse preghiere e l’amore di colei che sogna il giorno del ritorno.
Non mi chiamare straniero, portiamo lo stesso grido, la stessa vecchia stanchezza che viene trascinando l’uomo dall’inizio dei tempi, quando non esistevano frontiere, prima che venissero loro,
quelli che mentono, che vendono i nostri sogni, quelli che inventarono un giorno questa parola: straniero.
Non mi chiamare straniero che è una parola triste, è una parola gelata, ha il puzzo dell’oblio e dell’esilio.
Non mi chiamare straniero, guardami bene negli occhi molto più in là dell’odio, dell’egoismo e della paura.
E vedrai che sono un uomo. Non posso essere straniero!”
(Rafael Amor)

“Se io vinco sono un americano, non un nero americano. Ma se faccio qualcosa di sbagliato, allora diranno che sono un negro”
(Tommie Jet Smith sul podio di Mexico ’68).

“Vivere nel mondo d’oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza e colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve”
(William Faulkner).

“Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia”
(Umberto Saba)

Advertisements
Pubblicato su Cultura, Immigrazione
One comment on ““Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi ma uccide i neri” (Albert Einstein)
  1. […] “Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi ma uccide i neri” (… May 2009 […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

About me

Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

Twitter
Follow luciapalmerini on Twitter

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Galleria Fotografica
Altre foto
Blog Stats
  • 58,482 hits
Paperblog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: