Greta, Vanessa e l’assenza di dibattito

Pagare il riscatto a terroristi per liberare prigionieri di nazionalità italiana o lasciare morire gli ostaggi (nel migliore dei casi)?

Questa dovrebbe essere la domanda del dibattito tra i partiti e tra i cittadini. Ci dovremmo chiedere se sia giusto pagare un riscatto mettendo soldi al servizio dei terroristi o se sia giusto lasciare morire dei connazionali. Dovremmo chiederci se sia giusto finanziare il terrore e negoziare con chi mette bombe sotto le nostre natiche oppure evitare ogni dialogo al costo di veder morire dei connazionali.

Invece il dibattito non esiste e, come spesso accade nel nostro Paese, la pochezza dei nostri politici trasforma un’occasione di dibattito e crescita in propaganda becera e stupida. Succede così che due cooperanti vengono rapite ed invece di interrogarci sul pagamento di un riscatto o meno, si gioca al massacro contro due ragazze appena ventenni, si ridicolizza la loro decisione di dedicare la vita al prossimo e si dibatte sul quel “prossimo” che hanno scelto, come se ci fosse una graduatoria di chi ha più bisogno di aiuto, come se le missioni umanitarie facessero riferimento a precise classifiche prima di essere messe in piedi. Si arriva addirittura a contestare lo stato di salute definito troppo in carne delle due ragazze scordandosi che per quei terroristi era importante tenerle in vita ed in salute proprio per ottenere un riscatto. E dulcis in fundo si parla di vacanza con giochi erotici e divertimento sessuale come solo un masochista e malato di mente potrebbe.

Sembra la trama di un film di fantascienza ed invece è tutto vero.

Allora mi domando perché noi italiani non ci scandalizziamo per i soldi che i terroristi ricevono grazie al petrolio che vendono a tutto l’occidente e che NOI occidente usiamo? Perché non ci scandalizziamo per i soldi che i terroristi guadagnano grazie al traffico di droga che vendono a NOI occidente?
Perché non ci scandalizziamo per i soldi che i terroristi accumulano grazie al traffico di esseri umani e che riempie anche le tasche dei NOSTRI politici?

Vi chiedo, cari connazionali, se avete messo questa stessa incazzatura e sdegno quando è crollato il ponte in Sicilia appena due settimane dopo l’inaugurazione, e che è stato costruito da aziende/cooperative del nord?
E vi chiedo se avete avuto la stessa dura reazione verso lo scandalo del Mose di Venezia o verso mafia capitale?
Oppure, giusto per fare un esempio, verso i miliardi (non milioni) fottuti dai partiti a noi?

Perché se aveste avuto la stessa reazione, allora potrei forse inquadrare un atteggiamento così aggressivo nei confronti di Vanessa e Greta con l’esasperazione a cui ci hanno ridotto; non dico che lo approverei e giustificherei, ma quanto meno potrei contestualizzarlo.

Ma purtroppo così non è.
Nessuno di quelli che urla contro le due cooperanti italiane ha urlato con la stessa forza ed insistenza per i fatti ben più eclatanti che contraddistinguono il nostro mal costume. E dico nessuno perché, dopo appena qualche giorno, politici, giornali, media e cittadini si erano già tutti scordati e noi non abbiamo alzato un mignolo per ribellarci o protestare.

Prendersela con quelle due ragazze è facile, non hanno un partito che le protegga, sono sole, non hanno la stampa di parte che scrive per loro, sono donne e quindi facilmente tacciabili di essere “puttane”, sono giovani e quindi facilmente massacrabili a parole, non sono di parte, e soprattutto non sono nessuno. Prendersela con loro significa prendersela con nessuno ma avere una visibilità e notorietà inversamente proporzionali.

Premetto che non condivido la loro scelta di andare in Siria e la reputo affrettata e male organizzata; senza dubbio sono state incoscienti, ma da qui a dire: “devono morire in Siria“, “erano d’accordo con i terroristi“, “hanno fatto sesso con i rapitori e gli è piaciuto“, e che cazzo, MA SIAMO MATTI?

Qualcuno addirittura parla delle due ragazze come di chi volesse “fare la figa“, perché  oramai è risaputo che i ragazzi per mettersi in mostra partono per la Siria o vanno negli Ospedali in Congo a curare ebola, mettendo a rischio la loro vita e la loro salute.
Non si parte per fare i fighi ma per amore verso il prossimo, magari sbagliando modi e tempi come in questo caso, ma si parte per quello. E non si possono confrontare o paragonare esperienze di volontariato nazionali con quelle estere: ho partecipato a una missione estera (una vacanza in confronto) e faccio volontariato settimanalmente in Italia, non potrei mai paragonare le due cose o scegliere, così come nessuna persona sana di mente farebbe preferenze tra due figli.

Parlate come se vi trovaste in un ospedale di Emergency in Pakistan, dalle vostre sedie giudicate e massacrate due ragazze ventenni che forse proprio a causa dell’irresponsabilità di quell’età sono partite, ma ben vengano questi giovani, e ricordatevi che voi alla loro età col cavolo che avreste donato la vostra vita per il prossimo, ed ora però fate i fighi scrivendo “Je suis Charlie Hebdo“.

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Un’ossessione chiamata Belen

di LUCIA PALMERINI

Ebbene si diciamolo, i libri di psichiatria si arricchiscono di una nuova pagina moderna, per l’esattezza una patologia irreversibile, clinica, gravissiama che trae origine da Belen Rodriguez.

Questa ragazza sembra scatenare dei meccanismi mentali nelle donne che non ha eguali.

Così succede che un programma televisivo che non ha nulla di innovativo, nulla di strano rispetto a quello che va in onda su altri canali e la cui forza sta nella conduzione di Belen (che piaccia o meno) scateni una raccolta firme da parte di una ragazza che lo ritiene maschilista.

Mi domando cosa abbia di diverso rispetto ad altri programmi che esistono da 10 anni e che propongono lo stesso schema, ovvero una persona vestita decisamente male a confronto con degli stylist che le spiegano come valorizzare il suo corpo e le rifanno l’armadio ex-novo.

Mi domando dove sono tutti questi indignati quando vanno in onda programmi come Ma come ti vesti? (su Real Time) o Il brutto anatroccolo (su Italia 1) oppure Guardaroba perfetto (in onda su Real Time), Buccia di Banana (in onda su Lei Tv).

Forse cambiano canale.

Sembra che questa nuova patologia psichiatrica abbia contagiato circa 30 mila persone (coloro che hanno aderito alla raccolta firme) che proprio non sopportano Belen e si nascondono dietro alla battaglia per il rispetto della dignità della donna.

E quindi mi domando se invece della battaglia femminista o anti-maschilista (non so bene come inquadrarla), forse l’obiettivo non sia quello di farsi un po di pubblicità. Perché è cosa nota che tutto ciò che riguarda Belen diventa di interesse nazionale, e cosa di meglio di una raccolta firme anti-Belen per uscire dall’anonimato quotidiano?

Complimenti per l’idea, missione compiuta.

23 Aprile 2014

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“Io Alzo La Testa”

L’8 Febbraio a Largo Leopardi, di fronte al Bracaccio si tiene la seconda assemblea pubblica cittadina sulla rivalutazione delle rendite catastali.

In seguito all’indiscriminato ed ingiustificato, nonche’ automatico, aumento delle rendite catastali si rende necessaria un’azione comune per far valere i nostri diritti.

Il diritto di noi cittadini a non essere utilizzati come bancomat dalle istituzioni, il diritto alla proprieta’ privata continuamente attaccato da tasse e prelievi forzosi, il diritto a quella casa che a fatica ci siamo costruiti e che per l’Agenzia delle Entrate e Comune diventa un bene di lusso.

Io ci saro’ per combattere insieme contro l’indiscriminato tentativo di toglierci l’unico bene che abbiamo, la casa. Non una residenza di lusso, ma una semplice casa.

Ci vediamo sabato!

Uniti si vince.

volantino contro la rivalutazione rendite catastali

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Il video che commuove

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2013 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 7,200 times in 2013. If it were a NYC subway train, it would take about 6 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

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Smile without a reason why

http://www.youtube.com/watch?v=-OyXpzd6WBk

Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
‘Cause life is beautiful that way

Tears, a tidal-wave of tears
Light that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There’s still another game to play
And life is beautiful that way

 Here, in his eyes forever more
I will always be as close as you remember from before.

Now, that you’re out there on your own
Remember, what is real and what we dream is love alone.

Keep the laughter in your eyes
Soon, your long awaited prize
Well forget about our sorrow
And think about a brighter day
‘Cause life is beautiful that way

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Un felice Natale

Il giorno più bello? Oggi
L’ostacolo più grande? La paura
La cosa più facile? Sbagliarsi
L’errore più grande Rinunciare
La radice di tutti i mali? L’egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicità più grande? Essere utili agli altri
Il mistero più grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona più pericolosa? Quella che mente
Il sentimento più brutto? Il rancore
Il regalo più bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione più piacevole? La pace interiore
L’accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L’ottimismo
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto
La forza più grande? La fede
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Madre Teresa di Calcutta

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About me

Classe 1984, nata e cresciuta a Roma, a Siena mi sono laureata in scienze economiche, sono stata con l’Erasmus in Germania, il Socrates in Francia, e con una Borsa di Studo negli USA a New York per seguire per 6 mesi il PhD in Economics; parlo italiano, inglese e tedesco, provo ad imparare l’arabo ed il portoghese.

L’Italia è il Paese in cui ho scelto di vivere per tutta la mia vita e che amo profondamente, anche se mi piacerebbe migliorarlo.

"E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca." (O. Fallaci)

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