Femminicidio: 55 vittime in 123 giorni
Sono già 55 le vittime nel 2012 della violenza di compagni, mariti, fratelli. 55 donne. 55 nomi. 55 come i cartelli mostrati davanti a Montecitorio ieri durante il flashmob organizzato contro la violenza sulle donne da TILT.
Sono state 127 nel 2010, 137 nel 2011 e già 55 nei primi mesi del 2012 le donne uccise dai loro compagni, fratelli, mariti. I media li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia – si legge in un comunicato – Si tratta invece di una pratica violenta di matrice non patologica ma culturale. Il nome che la identifica è femminicidio, neologismo in uso già da anni anche in Italia, che indica la distruzione fisica, simbolica, psicologica, economica, istituzionale della donna. Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne in visita nel nostro Paese alla vigilia dell’8 marzo scorso, ha ribadito che in Italia ormai si deve parlare di femminicidio».
Tilt
Oggi Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne; in Francia l’iniziativa “tutte in gonna”
CARFAGNA E BONINO CONTRO MUTILAZIONI GENITALI – Una firma “bipartisan” contro le Mutilazioni genitali femminili: Mara Carfagna ed Emma Bonino hanno firmato stamani, a Palazzo Chigi, il petalo rosa simbolo della campagna mondiale contro le Mgf promossa in Italia da Aidos e Amnesty International. Una campagna, ha sottolineato la presidente di Aidos Daniela Colombo, che ha l’obiettivo di raccogliere 8.000 firme al giorno, perché tante sono nel mondo le bambine che in media rischiano di subire mutilazioni dei genitali, circa 3 milioni all’anno. In Europa sono 500mila le donne che hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale, e sono 38.000 le donne straniere residenti in Italia e con regolare permesso di soggiorno (quindi il dato è sottostimato) che nel loro Paese hanno subito questa violenza. Circa mille le bambine straniere che vivono nel nostro Paese che sono a rischio di subire una qualche forma di mutilazione genitale.
Aidos e Amnesty hanno chiesto al ministro per le pari opportunità un impegno affinché le vittime di Mgf possano ottenere il diritto di asilo, la legge contro le Mgf (“la migliore al mondo”) sia rifinanziata, e affinché il suo dicastero mantenga la leadership su questa materia: “non è materia per le Regioni” hanno spiegato. “L’Italia – ha risposto Mara Carfagna – è in prima linea nella lotta alle Mgf e nella richiesta di una risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu per metterle al bando, grazie anche alla sensibilità del ministro degli esteri Franco Frattini. Speriamo di convincere i Paesi africani, finora piuttosto tiepidi”. “Questo è un momento cruciale della campagna contro le mutilazioni – ha detto la senatrice radicale Bonino – vogliamo una risoluzione entro l’anno. Cambiare si può: su 29 Paesi dove si praticano le Mgf, 19 hanno ottenuto una legge nazionale di interdizione”.
In occasione della Giornata internazionale Onu contro la violenza sulle donne i panifici del vicentino distribuiranno sacchetti con la scritta ‘Per molte donne la violenza e’ pane quotidiano, aiutaci ad aiutartì. Tutti i gestori di panetterie e di rivendite di pane hanno ricevuto l’invito ad utilizzare i sacchetti (20mila quelli distribuiti in questi giorni dal Comune di Thiene) sui quali sono indicati recapiti telefonici e mail ai quali le donne vittime di violenza possono rivolgersi. L’iniziativa è degli Sportelli Donna di Schio e Malo e del Comune di Thiene, che fanno parte del ‘Coordinamento contro la violenza domestica e il maltrattamento’: hanno deciso di unire le forze per lanciare un messaggio forte, ricordando anche la rete di assistenza e informazione presente sul territorio. La data del 25 novembre, scelta dall’Assemblea Generale dell’ONU per sensibilizzare la popolazione al problema della violenza sulle donne, ricorda il brutale assassinio avvenuto nel 1960 delle tre sorelle Mirabal sotto il regime di Rafael Leónidas Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana.
Scatta oggi in Francia l’iniziativa “tutte in gonna” per la Giornata di lotta contro le violenze sulle donne, mentre alcune associazioni femministe lanciano una compagna shock contro lo stupro. In Francia, dove lo stupro è un crimine dal 1980, vengono violentate ogni anno 75.000 donne tra i 18 e i 75 anni ma, secondo l’Osservatorio nazionale della delinquenza, solo una piccola parte delle violenze viene denunciata. Nel 2009, per esempio, le denunce sono state “solo” 9.824. In uno degli spot della campagna lanciata dal movimento Osez le Feminisme, intitolata “La vergogna cambia di campo”, si vede per esempio una giovane che sta per prendere l’ascensore con il portinaio che, si intuisce, vuole abusare di lei. “Lo scopo è far capire agli uomini quanto una ragazza può sentirsi vulnerabile nei loro confronti”, ha spiegato Caroline de Haas, presidente dell’associazione. Il movimento ha anche lanciato una petizione online contro lo stupro, che ha già il sostegno di note personalità, vittime o meno di violenza.
Per denunciare le violenze contro le donne, le francesi indosseranno la gonna domani su invito, lanciato su Facebook, dal movimento Ni putes ni soumises. A sbuffo, a pieghe, mini o lunga, ogni gonna va bene pur di appoggiare “quante di noi subiscono il solo fatto di essere nate donne”, si legge in un comunicato del noto movimento presieduto da Sihem Habchi. E’ il diritto alla femminilità che Ni putes ni soumises vuole promuovere, ricordando che la Francia è teatro di intolleranze proprio come certi Paesi di Africa o Asia. Fatti di cronaca recente lo testimoniano. E’ il caso di Marine, 15 anni, picchiata lo scorso ottobre ad Avignone, nel sud, perché aveva osato reagire ai giudizi maschilisti sul suo abito, giudicato “troppo” sexy. A Gap, nell’aprile del 2010, il direttore di una scuola media aveva persino deciso di vietare la gonna in classe pur di evitare problemi. A denunciare la situazione che vivono molto ragazzine nelle banlieue delle grandi città, era stato un film del 2009 “La journee de la jupe” (la giornata della gonna) in cui Isabelle Adjani vestiva i panni di un’insegnante di periferia che prende in ostaggio i suoi studenti maschilisti e chiede in cambio l’instaurazione di una giornata nazionale della gonna.
25 Novembre 2010
Fonte: www.ansa.it
Tito Lucrezio Caro: “A tali malefici potè persuadere la religione”
“Tantum religio potuit suadere malorum”
“A tali malefici potè persuadere la religione”
Tito Lucrezio Caro, De Rerum Natura, Libro I, 101
Assassinio mediante lapidazione:



Marito con moglie al guinzaglio
Dopo e prima essere stata massacrata di botte:

Donne sfigurate dai mariti con l’acido solforico o mutilate di orecchie e naso, alcune hanno perso la vista.












Infibulazione


Aforismi e citazioni religiose monoteiste contro le donne
di LAURA MORANDI, LICIA SPERONI e BRUNO MORETTI TURRI
«Ogni donna che prega o profetizza a testa scoperta, reca un affronto al suo capo [il maschio], infatti sarebbe come se essa fosse rasata. Pertanto se una donna non vuole mettersi il velo, si tagli addirittura i capelli! Ma, se per una donna è vergognoso tagliarsi i capelli o essere rasata, si copra col velo. L’uomo invece, non deve velarsi il capo, essendo egli immagine e riflesso di Dio; mentre la donna è riflesso dell’uomo.» Bibbia, Levitico
«Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza.» San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI
«E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne.» Corano, Sura XXIV, An-Nûr
“Poiché il Sublime Corano e l’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sono vincolanti per la donna che creda nella provenienza divina del Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, indossare il velo è, quindi, un dovere preciso e inderogabile. La donna musulmana che indossa il velo, esprime per mezzo di esso in forma tacita, la sua identità islamica ed è fuorviante dall’lslàm il pensiero, purtroppo diffuso, che possa chiamarsi musulmana, la donna che non porta il velo, giustificandosi col dire che l’importante è avere fede dentro! Non hanno presente che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha chiaramente disatteso questo pensiero quando ha detto: «La fede non è presente dentro se non ci sono i comportamenti islamici che ne segnalano la presenza interiore.»” Al Turabi Hasan, Le donne nell’ordinamento islamico della società
“Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.” Bibbia, Deuteronomio XXII, 23
“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” Bibbia, Siracide IX, 10
“Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell'applicazione] della Religione di Allàh, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.” Corano, Sura XXIV, 2
“Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, confinate quelle donne in una casa senz’acqua nè vitto finché non sopraggiunga la morte.” Corano, Sura IV, 15
“I coniugi peccano non appena si abbandonano alla voluttà per cui, dopo, devono pregare: «Perdona, o Dio, la nostra colpa!»” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica
“Quanto maggiore il piacere, tanto più grave il peccato. Chi ama con troppo calore la moglie è un adultero!” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica
“L’atto coniugale è un peccato grave in nulla differente dall’adulterio e dalla dissolutezza nella misura in cui entra in ballo la passione dei sensi e l’odioso piacere, così che nessun dovere coniugale accade senza peccato e i coniugi non possono essere senza peccato.” Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante
“La verità è che il matrimonio, quale istituto naturale conforme alla volontà del creatore, non ha come primo e unico fine il personale completamento dei coniugi, bensì la procreazione e l’educazione di una nuova vita.” Papa Pio XII°
“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica
“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica
“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori… È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.
“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone»” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.
“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” Sant’Ambrogio, padre della chiesa cristiana cattolica
“Vi sono tre ragioni per le quali diciamo che è l’uomo l’immagine di Dio e non la donna. Prima fra tutte: così come c’è un solo Dio e da lui tutte le cose sono nate, così un uomo è stato creato per primo e da lui sono stati nati tutti gli altri. Perciò è questa entità che è a somiglianza di Dio, vale a dire cioè che come tutte le cose procedono da Dio, così tutti gli altri uomini procedono da quest’uomo. In secondo luogo, così come dal corpo di Cristo mentre era addormentato nella morte sulla croce è derivata l’origine della chiesa cioè l’acqua ed il sangue attraverso i quali si esprimono i sacramenti con i quali vive la chiesa ed ha la sua origine e diviene sposa di Cristo, così dal fianco di Adamo mentre dormiva nel paradiso è stata formata la sua sposa quando le fu presa una costola, dalla quale Eva venne creata. In terzo luogo: così come Cristo è capo della Chiesa e governa la Chiesa, allo stesso modo il marito è capo della moglie e la regola e la governa. E’ per queste ragioni che solo l’uomo è ad immagine di Dio, e non la donna. E per queste ragioni l’uomo non deve avere come la donna un segno di soggezione, ma un segno di libertà e di preminenza.” Uguccio, Summa, C. 33, q. 5, cap. 13.
“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” Tertulliano, teologo cristiano
“Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l’ignominia, io dico, del primo peccato, e l’odio insito in lei, causa dell’umana perdizione. Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora. Tu sei la porta del Demonio! Tu hai mangiato dell’albero proibito! Tu per prima hai disobbedito alla legge divina! Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo! Tu hai distrutto l’immagine di Dio, l’uomo! A causa di ciò che hai fatto, il Figlio di Dio è dovuto morire!” Tertulliano, teologo cristiano, De Cultu Feminarum, libro 1, cap 1.
“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” San Paolo, Lettere a Timoteo
“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XIV, 34-35
“Le donne siano soggette ai propri mariti come al signore, perché il marito è il capo della donna come Cristo è il capo della chiesa.” San Paolo, Lettera agli Efesini
“L’Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore, in ordine che la Chiesa di Dio è pura.” Ambrosiaster, Sulla prima lettera a Timoteo 3,11.
“In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia, di mediocre intelligenza.” Epifanio, Panarion 79, §1.
“Entrambe, la natura e la legge, mettono la donna in condizione subordinata rispetto all’uomo.” Sant’Ireneo, Frammento n° 32
“Dovere principale della moglie è provvedere al governo della casa in subordinazione al marito. All’uomo spetta l’ultima parola in tutte le questioni economiche e domestiche e la donna deve essere pronta all’obbedienza in tutte le cose: il suo posto è soprattutto in casa. Son da condannare gli sforzi di quelle femministe le cui pretese mirano ad un’ampia uguaglianza fra uomo e donna.” Papa Paolo VI°
“Ai fini dell’educazione cristiana di una bambina, che non sappia a che servono flauti, lire e cetre: la musica è proibita. Non deve avere cameriere graziose e curate, ma una vecchia virago seriosa, pallida, sordida che esorti di notte alla preghiera e al canto dei salmi e di giorno alle preghiere nelle ore dovute. Non deve prendere bagni che feriscono il senso del pudore di una fanciulla, la quale non dovrebbe mai vedersi nuda. Verrà allevata nel chiostro sotto lo sguardo della nonna e non guarderà in faccia nessun uomo e nemmeno saprà che esiste un altro sesso.” San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica
“Se è un bene non toccare una donna, allora è un male toccarla: gli sposati vivono come le bestie, infatti nel coito con le donne gli uomini non si distinguono in nulla dai porci e dagli animali irragionevoli.” San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica
“Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, picchiatele.” Corano, Sura IV, 34
“All’uomo compete il governo, la donna deve piegarsi. L’uomo è più elevato e migliore, la donna una creatura dimidiata, una bestia idrofoba, il merito maggiore che possiede è quello di generare.” Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante
“Fà il bambino con tutte le tue forze, se ci lasci la vita muori pure, bene per te dal momento che muori compiendo un’opera nobile.” Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante
“Anche se stanche e alla fine devono morire, non fa nulla, lasciale affrontare la morte, esse sono qui proprio per questo.” Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante
“Se la moglie non vuole, venga la serva!” Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante
“Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?” Sant’Odone, abate di Cluny
“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” Papa Pio II°
“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°
“Verso il tuo uomo dovrà andare il tuo anelito ed egli sarà il tuo signore, così dunque discendi alla sua dipendenza, così sii una delle subordinate. Le donne sono destinate principalmente a soddisfare la lussuria degli uomini. Dove c’è la morte ivi c’è il matrimonio e dove non c’è matrimonio ivi non c’è morte.” San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°
“È opportuno il voto alle donne perché sono più conservatrici e più legate agli ambienti ecclesiastici, ma ciò non toglie valore alla loro necessaria ineguaglianza e inferiorità in quanto la Sacra Scrittura sottopone soprattutto alla nostra attenzione due dei maggiori pericoli: vino e donne.” Papa Benedetto XV°
“Ti chiederanno dei mestrui. Di’: «Sono un’impurità.» Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate.” Corano, Sura II, 222
“Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale. Se uno ha un rapporto con una donna durante la sua immondezza mestruale e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.” Bibbia, Levitico
“Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole (n.d.r.: mestruazioni). L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.” Bibbia, Levitico
“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica
“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica
“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1
“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè dal momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali; … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini sacramentali.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.
“Le donne non possono ricevere l’ordinazione, perchè l’ordinazione è riservata ai membri perfetti della chiesa, da quando ad altri uomini è stata affidata la distribuzione della grazia. Le donne non sono membri perfetti della chiesa, lo sono solo gli uomini. Aggiungi a questo che le donne non sono ad immagine di Dio, ma solo gli uomini”. Guido de Baysio, Rosarium, c. 27, q. 1, cap. 23.
“È conveniente che le donne non posseggano il potere delle chiavi perchè esse non sono ad immagine di Dio, ma solo l’uomo è gloria ed immagine di Dio. Questo perchè la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada.” Antonio de Butrio, Commentaria, II, fol. 89r.
“Se «la testa della donna è l’uomo» ed è questo ad essere designato al sacerdozio, non sarebbe giusto abolire la creazione, ed abbandonare il capo per andare verso le estremità. Perchè la donna è il corpo dell’uomo, tratto dalla sua costola e sottomesso a lui, da cui è stata separata per la generazione dei figli. È lui, si è detto a lei, «che sarà il tuo padrone». È l’uomo la parte più importante della donna, essendo il suo capo. Se in base a queste premesse, non le permettiamo d’insegnare, come le si potrebbe accordare, a disprezzo della natura, di esercitare il sacerdozio? Giacchè è l’empia ignoranza dei greci che li ha spinti a ordinare sacerdotesse per divinità femminili. È escluso che questo avvenga nella legislazione di Cristo. Se fosse stato necessario essere battezzati da donne, il Signore sarebbe stato senza dubbio battezzato dalla propria madre e non da Giovanni. E quando ci ha inviati a battezzare, avrebbe mandato con noi delle donne a questo scopo. Ma in nessun luogo, nessuna disposizione nessuno scritto, ha deliberato qualcosa del genere; Egli conosceva bene ciò che è conforme alla natura perchè contemporaneamente egli era il creatore della natura e l’autore della legislazione.” Costituzioni Apostoliche, III, n° 9.
“Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra.” Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste), VI, 3
“O credenti. Quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani.” Corano, Sura V, 6
“Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto».” Bibbia, Genesi XIX, 5-8
“Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato.” Bibbia, Deuteronomio XXV, 5
“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.” Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste) VII, 26
“La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.” Bibbia, Deuteronomio XXII, 5
“Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione.” Bibbia, Deuteronomio, XXV, 11
La dispersione del sacro seme maschile (onanismo): “Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello.» Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.” Bibbia, Genesi XXXVIII, 7
“Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: “Non ne devi mangiare”, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: tu sei polvere e polvere tornerai!» Bibbia, Genesi III
“… ma il settimo giorno tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.” Bibbia, Esodo XX
“Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.” Bibbia, Siracide XXV, 20
“Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco. Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti.” Bibbia, Levitico, XXI
Una donna su due ha subito molestie
Oltre la metà delle donne italiane tra i 14 e i 65 anni ha subito nell’arco della vita almeno una molestia sessuale in genere, tra cui anche ricatti a sfondo sessuale sul lavoro: sono 10milioni e 485 mila, il 51,8 per cento delle donne, un numero choc di donne che hanno subito molestie fisiche, molestie verbali, pedinamenti, atti di esibizionismo, telefonate oscene, o ricatti sessuali sul lavoro.
Lo rivelano i dati dell’Istat rilevati nell’ambito di un’indagine condotta tra il 2008-2009 sulla «Sicurezza dei cittadini». Sono più esposte alle molestie in generale o ai ricatti sessuali sul lavoro le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane (64,9%) e nei comuni periferici delle stesse 58,%. Vittime, con valori sopra la media, soprattutto le donne al Nord-Ovest (57,2%) e Nord est 54,3%, e in particolare in Piemonte, (58,9%), Lombardia, (56,9%), Emilia Romagna (56,3%), Liguria (55,5%). Negli ultimi tre anni sono state 3 milioni 864mila, il 19,1 per cento del totale, le donne di 14-65 anni che hanno subito almeno una molestia.
Le vittime sono soprattutto le ragazze dai 14 ai 24 anni (38,6%), per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media, seguite dalle 25-34enni (29,5%). I valori più alti riguardano le laureate (26,1%) e le diplomate (22,3%). Negli ultimi tre anni il fenomeno risulta più diffuso tra le dinne del sud. 21% contro il19,9% del Nord Ovest e 17,7% del Nord est.
L’Istat sottolinea come già nel 1997-1998 e nel 2002 fu effettuata la stessa indagine. Nel 2002 si verificò una sensibile diminuzione di molestie fisiche sessuali, telefonate oscene e ricatti sessuali verificatisi al momento della ricerca del lavoro. Nel corso di quest’ultima indagine il fenomeni delle molestie fisiche sessuali e dei ricatti è rimasto invariato mentre quelle delle telefonate oscene è ulteriormente diminuito «grazie anche all’evoluzione della tecnologia telefonica», come ha riferito Linda Laura Sabatini, direttore centrale dell’Istat per le indagini sulla condizione e sulla qualità della vita.
15 settembre 2010
Fonte: www.lastampa.it
In nome delle belle ragazze albanesi
di ELVIRA DONES
Elvira Dones, Scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi: ” Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate.”
Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. Durante il recente incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

- Elvira Dones
“Egregio Signor Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
15 Febbraio 2010
Fonte: www.repubblica.it
La fiducia tradita delle ragazze
Gli strupri dopo le serate tra amici: gli adolescenti e lo squallore.
di SILVIA AVALLONE
Alcune ragazze lo sanno, quanto è impietosa a volte la prima luce del giorno e com’è difficile rincasare a quest’ora con il trucco disfatto e la bocca impastata di alcol.
Il sole si alza da terra, proietta un deserto di bottiglie vuote lungo i marciapiedi, e le insegne dei locali si spengono di colpo. I netturbini spazzano via lo sporco, ammucchiano i resti dei balli e delle sbronze, gli orecchini persi nella concitazione dei baci dati di nascosto.

La scrittrice Silvia Avallone
Alle cinque del mattino intorno a Castel Sant’Angelo, a Roma, c’è una ragazza straniera e ubriaca che vaga e piange. Alla stessa ora, il giorno prima, coricato sull’asfalto, nel cuore di una Capri addormentata, c’era il corpo escoriato e privo di sensi di una diciassettenne francese. Nessuna delle due ricorda. Come sia stato possibile ritrovarsi così, lacerate alla luce dell’alba in un luogo estraneo e tanto distante da casa. Adesso c’è il dolore e basta, il dolore senza cognizione della testa che gira e dello stomaco accartocciato come le lamiere dopo un incidente. È un incidente quello che è appena successo, qualcosa che incide per sempre. Ma le due ragazze sono troppo inesperte per parare i colpi del mondo, quello stesso che poche ore prima sembrava così docile e disponibile.
Ogni adolescente d’estate, prima di uscire la sera indossa il suo vestito più bello, si passa il lucidalabbra che ha il divieto di esibire a scuola, e in bilico sui tacchi alti affronta le strade inzuppate dai neon, le ragnatele di sguardi ammiccanti. Si esce per questo, perché finalmente si ha il permesso di farlo. Ballare al centro di una discoteca affollata e afferrare tutto quanto sembra a portata di mano. Ma tutto cosa? Le due ragazze che esagerano con i drink e si lasciano guardare non lo sanno, neppure i ragazzi che le seguono con gli occhi e le vogliono lo sanno. Dimenare braccia e gambe a ritmo di musica, adesso, significa esistere. Quando una mano afferra la tua e ti trascina in disparte, tu non puoi fare a meno di sentirti preziosa. Hai bevuto molti cocktail per trovare il coraggio, anche se non sai a cosa ti serve, e ti lasci condurre lontano dal frastuono di mille decibel e dalle grida degli amici. Ti trovi improvvisamente sola, in balìa di uno sconosciuto che potrebbe esserti amico e invece non lo è. Il buio confonde il resto. Quando ti accorgi che quelle che hai intorno sono le pareti squallide di un bagno pubblico, e la voce del ragazzo che hai di fronte ti è troppo dentro le orecchie e non è più innocua, è tardi e sta accadendo a te, a te, non a un’altra.
Adesso che è l’alba e un netturbino ti raccoglie da terra seminuda e sporca, adesso che una pattuglia dei carabinieri si accosta al marciapiede che percorri senza conoscere il nome della via, tu non hai nessuna colpa. Non hai ancora avuto il tempo, forse non lo avrai mai, di portare a cognizione quel dolore. Eri uscita di casa, semplicemente, con il tremore e la fame di un’estate indimenticabile, com’è giusto che sia, ti eri sciolta i capelli, avevi dato un colpo di telefono ai tuoi per rassicurarli, come tutte le ragazze della tua età.
9 Agosto 2010
Fonte: www.corriere.it
Da sempre sono appassionata di temi riguardanti l’economia e la politica ed attraverso questo blog spero di condividere idee ed opinioni con gli altri.
