Tawakkul Karman non ha paura
di LUCIA PALMERINI
Prima per uscire di casa doveva essere accompagnata da un uomo, adesso da una guardia del corpo. L’assegnazione del Nobel per la Pace a Tawakkul Karmannon le ha semplificato la vita, anzi espone maggiormente a ritorsioni e minacce sia lei che la sua famiglia. In realtà, in Yemen, la vita di una qualunque donna è difficile e piena di ingiustizie, a partire dalle leggi che le riguardano ispirate alla sharia: oltre a non potersi muovere liberamente al di fuori delle mura domestiche, sono costrette a sposarsi bambine, nella maggior parte dei casi con uno sconosciuto, e la violenza in ambito familiare non costituisce reato. Ma Tawakkul Karman non ha paura, o perlomeno ha dimostrato di avere grande coraggio prendendo in mano le redini della protesta, guidando cortei, intonando i cori e gridando con il megafono. Tra i dimostranti spiccava il suo nihab rosa a fiorellini, le donne si sono fidate, hanno visto un’alternativa, un cambiamento possibile, gli uomini hanno colto l’attimo e si sono fatti guidare da questa giovane di 32 anni che altro non chiedeva che un futuro migliore, per lei, per i suoi figli, per le donne, per il suo paese. L’unico modo per farla tacere è stato arrestarla ed incarcerarla per quattro lunghissimi giorni, così come era già successo in passato. L’accusa fatta dal presidente Ali Abdullah Saleh, in carica da 33 anni, alle donne scese in piazza di non essere “delle buone musulmane” non ha fatto altro che incrementare l’indignazione e l’intensità delle proteste. Le pressioni internazioni hanno fatto il resto consentendo la scarcerazione di Tawakkul Karman che, una volta tornata libera, ha continuato a lottare con il suo popolo per la libertà, la giustizià e l’equità.
Lo Yemen è il più povero tra i paesi arabi, la speranza di vita si ferma a 60 anni, vi sono 53 decessi in media ogni 100 bambini nati vivi. Il dramma di questo paese lo si evince maggiormente nei dati sull’incremento della povertà, se nel 1992 il 20 per cento della popolazione si trovava sotto la linea di povertà, oggi invece troviamo quasi metà dell’intera popolazione con meno di 2 dollari al giorno, non diventa quindi difficile capire per quale motivo la popolazione si sia spostata nelle piazze per protestare. Ad una povertà dilagante si aggiunge la disastrosa situazione femminile, la partecipazione scolastica è inferiore rispetto ai maschi: solo il 31% delle bambine è iscritta alle elementari e la percentuale scende con l’aumentare dell’età, in generale il tasso di alfabetizzazione, è uno dei più bassi in assoluto, 50,2 per cento, anche se in miglioramento rispetto a dieci anni fa con un incremento di circa 12 punti percentuali. Le politiche attuate dal governo in risposta ai problemi del paese si sono rivelate inadatte e poco incisive ed hanno favorito l’integralismo islamico nelle zone più povere e l’incremento dell’instabilità. L’ultimo colpo di scena è arrivatto la scorsa settimana dopo mesi di scontri e proteste con l’opposizione, in un discorso trasmesso dalla tv di stato, il presidente Ali Abdallah Saleh ha reso pubblica l’intenzione di abbondonare il potere, ma forse è solo l’ennesima mossa politica per stemperare le polemiche internazionali sulla sua presidenza quasi quarantennale tornata alla ribalta in seguito all’assegnazione del premio nobel a Tawakkul Karman che ha portato nuovamente in primo piano la situazione in Yemen.
In realtà, in Yemen il cambiamento non è dietro l’angolo anche se il presidente Saleh, che è appoggiato dagli Stati Uniti, afferma di voler lasciare il potere. Restano infatti ancora un miraggio le tanto attese libere elezioni così come la libertà di stampa e di espressione che di fatto non esistono. Tutto passa attraverso gli uffici governativi che controllano ciò che viene divulgato, ma la rete no, internet è libero, vola sopra ogni divieto ed abbatte ogni barriera, e proprio da internet sono nate e cominciate le prime proteste, da internet sono arrivate le notizie sulla primavera araba e grazie ad internet i dimostranti si sono organizzati e sono riusciti a portare in occidente il loro grido di aiuto. Non è un caso che la protesta passi dal web, gli utenti di internet sono passati da poco più di 10 mila del 2000 ai quasi 2 milioni e mezzo del 2009, in 5 anni il numero di host internet è passato dai 166 a 255, e riguardo ai cellulari (uno dei mezzi più economici per accedere al web) su 100 abitanti 35 ne posseggono uno, contro lo 0,18 del 2000; numeri che sono destinati a crescere. La neo Premio-Nobel Tawakkul Karman, che si ispira a Martin Luther King, Nelson Mandela e Gandhi, per il suo paese vorrebbe una rivoluzione-sociale non-violenta e poter eleggere un nuovo presidente il prima possibile e sa bene che l’unico mezzo che può aiutare lei ed il suo Yemen a raggiungere questi obiettivi è proprio il web.
11 ottobre 2011
Pubblicato da Il Fondo Magazine
Arsa viva come le streghe: Ecco chi sono le donne scese in piazza
di LUCIA PALMERINI
Scendere in piazza per le donne, arrogarsi il diritto di parlare al plurale, anche per chi non vorrebbe essere chiamata in causa, e arrabbiarsi contro chi la pensa diversamente, offendere una persona solo perchè ha un’opinione diversa.
Ma soprattutto scrivere commenti pieni di indignazione senza neanche aver letto l’articolo in questione, ma giudicandolo solo dal contenuto generale, magari dal titolo o dalle prime 4 righe.
E cosa gravissima: non sapere di cosa si parla.
Ed allora vi faccio io delle domande…
Io non mi sono mai permessa di distinguermi, non mi reputo inferiore a nessuno, ma neanche superiore, credo che ogni donna abbia pari dignità ma vengo accusata di distinguere tra donne per-bene e donne per-male, prostitute e non, quando io sono stata la prima a scagliarmi contro questa divisione che è palese nel manifesto di Se non ora, quando;
Ma allora non avete letto il manifesto della manifestazione a cui aderite e partecipate???
Mi definiscono arrogante e prepotente solo per aver espresso una posizione diversa;
nessuna delle persone in piazza ha pensato che magari qualcuno la potesse pensare diversamente o che gli altri potrebbero non sbagliarsi?
forse eravate veramente in cerca o meglio a caccia di streghe???
Mi chiedono se non credo di veder danneggiata la mia dignità, ma già in vari articoli ho precisato che non la perdo per il comportamento di una terza persona, che sia anche il presidente del consiglio, che per il mio modesto ed inutile parere può fare del suo corpo quello che vuole, come ogni donna o uomo, nei limiti della legge.
Perchè fate domande o commentate senza aver letto prima l’articolo? Siete prevenute/i?
Mi accusano di tollerare comportamenti-limite che offendono il nostro Paese per pudore e senso del limite.
Ho letto bene? Un politico dovrebbe rinunciare a qualcosa che non è al di fuori della legge per pudore o senso del limite.
Ma non sono gli stessi termini usati nei paesi in cui vige la sharia?
Vengo accusata di giudicare Cristina Comencini per il nome che porta e non per il suo operato.
La comencini sarà anche molto brava, ma essendoci nel mondo del cinema ben 5 Comencini (il padre e 4 figlie) posso essere libera di porre l’interrogativo sulla loro effettiva superiorità? Possibile che non c’era nessuna/o con un cognome diverso più brava/o di loro?
E vorrebbero che considerassi la già-citata Comencini per le parole che ha esposto.
Nella mia breve vita di parole ne ho sentite tante e di fatti ne ho visti pochi, non siete scese/i in piazza per questo?
Vengo accusata di manipolare i lettori.
Io reputo i lettori, gli italiani intelligenti e non facilmente manipolabili da quello che scrivo io o da chiunque altro e vorrei che scomparisse questa solita presunzione di superiorità che pervade la maggior parte di chi si dichiara di sinistra e che pensa che chi vive sulla faccia della terra, ed in particolare nel bel-paese, non sappia ragionare con il suo cervello ma sia manipolabile.
Chiamami strega, chiamami poco di buono, anche mercenaria o prostituta se questo significa ragionare ed esprimere liberamente le proprie opinioni anche se scomode.
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I commenti che seguono alcuni di quelli pervenuti sul giornale per cui scrivo e ho deciso di raccoglierli per mostrarvi chi sono le persone che vogliono rappresentare me ed altre 30 milioni di donne.
Stefia1952
gentilissima signora Palmerini, una piccola curiosità. Quali sono i suoi hobbies? Uncinetto? maglia? La cucina? Il Bricolage? Attività sportive? Storia naturale? Lo studio delle zanzare e dei loro perniciosi effetti? Bagni a mare? il sesso? I classici greci? Trekking? Botanica? Qualsiasi essi siano le consiglierei di deicarci più tempo, perchè la scrittura ahimè……
Francesca Lazzeri
Credo proprio che l’articolo che ho letto sia decisamente superficiale, non hai approfondito la conoscenza ne delle donne che erano a Siena ne tantomeno sei andata a leggere niente relativamente ai Comitati di SNOQ.
Troppo facile darci delle moraliste, a noi interessa che questo Paese cambi e che i nostri figli non pensino di essere in un Reality televisivo.
Se ti interessa informati e partecipa a qualche incontro dei Comitati e forse il prossimo articolo ti viene meglio
Lea
“Amo il confronto ed il dialogo costruttivo e non ammetto l’arroganza, la presunzione, la prepotenza e l’ignoranza cercata e voluta”.
Come diceva la mi nonna, donna del popolo, delle buone intenzioni ne son pieni i fiumi!!!!!!! Se tu avessi messo in pratica la tua buona intenzione almeno in parte, avresti parlato con qualcuna delle donne che erano lì. Certo c’era qualche “radical chic” e qualche donna famosa, ma non erano certo la maggioranza, anzi, e soprattutto nessuna cercava eroine, ma eravamo in cerca di qualcosa che a te sfugge completamente, ma non te lo dirò. Spero solo che tu abbia la voglia di scoprirlo da sola.
Un ultima cosa, ho letto un tuo blog precedente…..a noi donne (tutte) non ce ne frega un bel nulla che un presidente del consiglio sia un maiale, basterebbe che si dimettesse e che non passasse l’idea che tutto si può fare, o peggio che sia normale farlo. Il nostro non è moralismo, ma è semplicemente vivere in un Paese nel quale è difficile educare i propri figli!
Silvia N
Ma che sta dicendo? Ha cognizione delle contraddizioni di cui si fa portavoce? Cosa ne sa lei di cosa pensavano le persone in piazza. Ma mi faccia il piacere! Si dedichi all’uncinetto forse è più portata. Saper scrivere va bene ma bisogna avere dei concetti da esprimere! Lei mi sembra che abbia ancora da imparare molto cara signorina…
E termino dicendole che da ora in avanti avrà solo la nostra indifferenza non merita più risposte nè considerazione.
Buona fortuna!
Lea
io nemmeno la perdo la mia dignità, ma il Paese sì. Vorrei essere Inglese, Tedesca o Neo Zelandese, dove chi ha incarichi pubblichi conosce la dignità e il rispetto, e prima ancora che gli venga chiesto dalla dignità offesa dei cittadini, si dimette scusandosi.
Se il presidente del consiglio si dimettesse e continuasse ad andare a cercare donnine in giro (sempre se non minorenni e nei limiti della legalità, cosa che la prostituzione non è) a me non importerebbe nulla ti assicuro. Lo stesso ragionamento lo feci a suo tempo per il povero Marrazzo, che non giudico per avere avuto storie con tansessuali, ma giudico il fatto che non abbia rispettato la dignità dei cittadini che rappresentava (elettori e non).
Poi posso assicurarti che per mia fortuna frequento donne e uomini con idee politiche diverse, tutte ma dico tutte sono d’accordo che chi rappresenta un Paese debba avere il senso del limite (oltre che della legalità) e che Berlusconi lo abbia passato da tempo.
Io penso che le persone che non capiscono questo stanno facendo un’opera di rimozione su se stesse, forse dettata dalla paura di aprire gli occhi, forse per la paura di essere accomunati ai “radical chic” della sinistra, a me piacerebbe che su una cosa del genere non vi fosse nemmeno da discutere, dovremmo essere tutti d’accordo. Penso a quel povero politico tedesco che è stato costretto a dimettersi per aver affittato un filmino e aver messo le spese in conto…….nessuno ha gridato allo scandalo, nessuno ha detto poverino, i tedeschi hanno detto lo faccia ma da cittadino comune, PUNTO E BASTA!
Hai scritto che hai viaggiato tanto, quando si parla con gli stranieri si capisce quale sia questo senso del limite delle istituzioni, che ormai in Italia è stato distrutto.
Rosi Guerino
Ohibò!! Sono perplessa da questa visione “alternativa” del movimento appena nato…mi sembra un tantino azzardato..Credo anche che lo si sia un pò travisato.Comunque complimenti per la fantasia! Sagittario.. J presume…. giusto?
Sandra Giuliani
Quanto male inutile fanno articoli del genere alle donne e agli uomini che cercano non di diventare eroi o eroine ma di essere cittadini e cittadine consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri. Serve ancora questa demagogia da Letteratura d’Appendice? Il mondo è cambiato, signora: questa distinzione tra donne del popolo e le altre è veramente obsoleta. e tradisce una visione stantia delle cose pubbliche. Sono poche le donne che hanno fatto carriera, ma io sono fiera che ci siano e sminuire la forza del Cinema a firma di una donna ricordandone solo l’appartenenza familiare, è veramente misero: vada a vederli i film della Comencini, non hanno nulla di meno di tanti altri cineasti, maschi, figli di papà. Sono “giudizi” sommari che nuocciono alla crescita professionale delle donne. Perché le donne di oggi, di quel “popolo” che lei cita, fanno mestieri e professioni molto diverse e non rientrano più in categorie come quelle che lei rispolvera. E ogni cittadino o cittadina, di qualunque ceto o classe sociale, ha diritto ad agire in prima persona, a far sentire la propria voce. Non vale di più – o è più vera – un’azione di difesa del lavoro fatta da una persona disoccupata. E’ un modo distorto e ideologico di interpretare. Io non ho una faniglia “importante” alle spalle, non sono una “popolana”, sono una cittadina che cerca di sopravvivere con un lavoro autonomo, che ha tante problematiche che somigliano a quelle di un operaio o commerciante eppure a rigore dovrebbe essere un lavoro “di lusso” perché intellettuale. Etichette inutili: il mio ingegno ha bisogno di pane e di garanzie quanto il lavoro fatto con le mani. Le donne e gli uomini sono stanchi, esausti e per questo oggi si mobilitano e rispondono agli appelli. Non ci sono donne principesse e non ci sono donne streghe come non ci sono donne madonne e donne puttane. E qui nessuno e nessuna agisce con condanne morali ma anche nel caso delle prostitute, per riprendere la sua infelice battuta circa l’amicizia, difendere la dignità di una persona passa anche attraverso la dignità dei corpi, di tutte. Ci sono schiavitù più o meno velate che spesso sono nella mente e dopo nei corpi, grazie ai Modelli e agli Immaginari sociali e culturali. La libertà di scelta è un’altra cosa dal pietismo e dalla demagogia. Richiede rigore anche delle parole che si scelgono per dire le cose.
Silvia Noferi
Che cosa vorrà spiegarci la signora Palmerini? A me che sono figlia di un postino e di una casalinga, che non ho potuto frequentare l’Università ma sono stata mandata a fare le pulizie in ufficio? Cosa vuole spiegarmi signora Palmerini, a me che mi sono ritrovata in mezzo ad una strada a vent’anni dalla sera alla mattina? Cosa vuole insegnarmi cara signora, a me che ho allevato una splendida figlia tutta da sola, che ho un ottimo lavoro e studio la sera dopocena per laurearmi adesso che ho quasi cinquant’anni? Da chi mi devo difendere o chi mi deve rappresentare? Non è certo lei… mi permetta!
Silvia N.
SNOQ Firenze
18 luglio 2011
Cosiddettadonnadelpopolo
“la storia insegna che ogni principessa deve vedersela con una strega”. E sei tu la strega? Bugiarda o molto disattenta di sicuro; perché tutti i moralismi che racconti qui sono una pura manipolazione.
Il bisogno di moderne eroine
di LUCIA PALMERINI
E’ iniziata ieri e continua oggi a Siena la 2 giorni NO-Stop “Se Non Ora Quando?”. Il movimento nato lo scorso febbraio e culminato con la manifestazione del 13 febbraio, che in seguito alla “scoperta” del un giro di escort e accompagnatrici di Berlusconi, proponeva un modello di donna casto e pudico. Tralasciando le considerazioni sulla nascita ed il perdurare di questo movimento che trovate anche nel mio precedente articolo pubblicato dal Corriere della Sera, mi domando se realmente una protesta o manifestazione del genere possa essere credibile verificandone i contenuti e l’identità dei promotori.
Le eroine da che mondo è mondo sono figlie del popolo, della miseria, delle ingiustizie. Si immedesimano nei più deboli, hanno sete di giustizia e vogliono riscattarli dai soprusi ed aiutarli, difenderli dall’egoismo e dalla cattiveria dei più forti. Le eroine spesso sono state aiutate dall’incontro con un uomo potente, e hanno saputo far fruttare la loro intelligenza. Ma mai le eroine erano ricche signore, figlie di ricchi principi. Mentre le principesse, astute, maghe, abili incantatrici e consapevoli delle loro capacità, sono state sempre odiate, perchè ritenute colpevoli di sperperi ed ingiustizie.
I tempi sono cambiati, le eroine moderne sono principesse, che scendono dalla carrozza, danno la mano, salutano il bambino malato, accarezzano il cane randagio (sembra di vedere la dolcissima Kate Middleton) e poi tornano nei loro palazzi, controllano le entrate del conto, stringono affari e legami importanti. Le eroine moderne non sanno cosa siano i problemi che cercano di risolvere perchè non li hanno mai affrontati, non li hanno mai riguardate, mai lontanamente sfiorate. Eppure si impegnano e cercano una soluzione ed i sudditi assuefatti dal sogno sperano che questa volta sia diverso, che questa volta sia quella giusta, che finalmente la principessa è quella bianca, buona e giusta che li solleverà dai problemi o che semplicemente farà pensare loro a qualcosa di bello.
Le streghe tornano ad essere streghe, nere, cattive, da rinchiudere ed isolare. Portatrici di una speranza pericolosa, quella speranza che porta alla consapevolezza delle proprie capacità, che ci rende capaci di pensare che da sole, senza false e buone princepesse, possiamo farcela, possiamo essere padrone di noi stesse e del nostro mondo.
Così ecco che nasce una manifestazione contro il comportamento di chi il proprio corpo lo ha usato e continua ad usarlo. Contro chi cerca di emanciparsi con tutte le sue forze. Nasce una manifestazione per dividere il popolo, in questo caso le donne. I temi che andrebbero affrontati sono invece celati, tenuti nascosti, offuscati dallo scalpore del comportamento delle streghe cattive. Non basta una manifestazione, si torna in piazza, e le streghe sperano che questa volta ci si renda conto di cosa chiedere. Invece la realtà che ci circonda resta lontana, sormontata dalla dialettica e dalle parole. Così in una manifestazione di donne non si parla della legge stravolta ed appena approvata sulle quote rosa. Non si parla della scandalosa presa di posizione sulla pillola dei 5 giorni dopo, la cui prescrizione è autorizzata in tutto il mondo ma solo in Italia prevede uno scandaloso esame del sangue che ne impedisce l’uso.
Parole e dialettica nascondono anche l’identità dei promotori, ma non nomi e cognomi, bensì la loro storia, il loro percorso lavorativo, la loro carriera. Succede così che la portavoce della scarsa meritocrazia e delle ingiustizie subite dalle donne sia una certa Francesca Comencini, conosciuta più che per i suoi film in qualità di regista e sceneggiatrice, per essere la figlia del grande Luigi Comencini, che ha diretto nella sua carriera attori del calibro di Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida e che è stato talmente bravo da riuscire ad inserire nel mondo del cinema tutte e 4 le figlie, non solo la nostra eroina Francesca, ma anche le altre tre: Cristina, Paola ed Eleonora.
Eroine moderne, che parlano di figli, di impossibilità di fare il lavoro che più ci piace, di difficoltà nel mondo del lavoro, di ingiustizie sociali, ma che nella loro vita non le hanno mai incontrate o dovute affrontare, o comunque non come la donna figlia di operai o di commercianti che deve guadagnarsi il pane senza poter contare su un padre importante o amicizie di alto-livello.
Le donne del popolo sono stanche, esauste, credono e sperano nella principessa che urla di essere venuta a salvarle. Ma la storia insegna che ogni principessa doveva vedersela con una strega. La immagino nell’ombra, seduta ad ascoltare con attenzione, per prepararsi all’azione e sferrare il suo attacco. Che sia anche solo quello di accettare una prostituta come amica e non condannarla.
10 Luglio 2011
Pubblicato anche su www.diebrucke.it
Die Brucke testata giornalistica
di LUCIA PALMERINI
Die Brucke, il giornale online per cui scrivo, e ci tengo a precisare del quale faccio orgogliosamente parte é finalmente diventato una testata giornalistica registrata presso il tribunale di Lanciano. Una notizia per molti poco importante ma per me e per chi sicuramente più di me ha sudato dietro a questo progetto é un grandissimo risultato.
Die Brucke nasce quasi 3 anni fa grazie all’idea di un gruppo di ragazzi di età media 20 anni che decidono di scrivere, informare ma soprattutto condividere idee ed opinioni. L’obiettivo che si cela nel nome stesso, Die Brucke dal tedesco “il ponte”, é la comunicazione, il dibattito, creare un ponte che favorisca grazie al web un sano scambio di idee tra coloro che sono lontani fisicamente, ma soprattutto incentivi il dibattito tra chi la pensa diversamente. Ad oggi sono migliaia i contatti giornalieri e gli articoli pubblicati sono tra i primi risultati di google; molti dei redattori di Die Brucke scrivono per altre testate ed alcuni sono riusciti a pubblicare degli articoli su quotidiani nazionali come Il Corriere della Sera e Gli Altri ed altre testate locali.
La partecipazione del nostro direttore Mirko Pagliai, come rappresentante per Die Brucke, al convegno sul giornalismo ed i nuovi media, organizzato dall’Università di Macerata il 17-19 maggio, al quale saranno presenti tra l’altro Arianna Ciccone (festival internazionale del giornalismo), Fabio Chiusi (blogger de Il nichilista) e Vittorio Zambardino (responsabile internet gruppo L’Espresso) é il riconoscimento ufficiale della nostra realtà nel panorama del giornalismo e dei media nazionali.
Per noi significa che la strada intrapresa é quella giusta; il ponte anche se sempre in continuo miglioramento é stato costruito, ora non resta che percorrerlo.
29 marzo 2011
Women of Egypt
Guardando video, foto e news della rivolta egiziana del mese scorso anche io decisi di dare un contributo selezionando foto ed articoli che testimoniavano la presenza delle donne creando la pagina facebook “Women of Egypt”
http://www.facebook.com/pages/Women-Of-Egypt/188702194487956
Alcune giovani donne provenienti da Egitto, Turchia, USA e Palestina, hanno deciso di darmi una mano ed insieme abbiamo realizzato il progetto “Women of Egypt” che voleva dare voce alla donne egiziane. Oggi non parliamo piu’ solo di Egitto, ma anche di Libia, Tunisia, Algeria, Iran, Libano, Giordania… e di donne nel mondo.
La pagina ha raggiunto immediatamente migliaia di contatti ed e’ divenuta importantissima nella divulgazione di notizie. La CNN ci ha intervistate, e troverete il mio contributo in questo video, che contiene parte dell’intervista che mi e’ stata fatta.
Di seguito il link al video:

Da sempre sono appassionata di temi riguardanti l’economia e la politica ed attraverso questo blog spero di condividere idee ed opinioni con gli altri.
